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Cronaca

Sgominato cartello di spaccio italo-albanese: la droga arrivava anche nel carcere di Marassi

Genova. Il nucleo investigativo dei carabinieri di Genova ha sgominato un cartello italo-albanese dedito allo spaccio di cocaina nel quartiere di Marassi, ma non solo. Sono 13 in totale gli arresti di questa notte, portati a termine durante l’operazione Spiderman, iniziata nel febbraio del 2008 e partita dal centro storico genovese. Gli spacciatori riuscivano a portare la droga anche all’interno del carcere cittadino, tramite l’aiuto di mogli e fidanzate dei detenuti.

Le manette sono scattate per 9 italiani e 4 albanesi e il conto degli arrestati sale così ad un totale di 68 persone. Durante il blitz dei carabinieri sono anche stati  sequestrati quasi 4 chili di cocaina di ottima qualità, che avrebbe fruttato agli spacciatori un guadagno notevole, e circa 100 grammi di eroina.

“Le indagini sono iniziate nel 2008 partendo dal centro storico, dove era stata segnalata una delle piazze di maggior interesse per lo spaccio di droga. Da lì abbiamo individuato un gruppo di criminali misto, composto da albanesi, italiani e nordafricani – spiega Oreste Gargano, comandante del nucleo investigativo – Dopo le prime operazioni abbiamo capito che gli spacciatori erano collegati ad altri gruppi che operavano in ulteriori quartieri e avevano legami fra loro per diversi motivi. Nel corso delle indagini sono scattati arresti a San Fruttuoso, Marassi e nel ponente. Un filone di spaccio era anche collegato al carcere di Marassi, in cui la droga arrivava tramite le donne, principalmente fidanzate o mogli, che la nascondevano senza farsi scoprire”.

Sul totale di 68 arresti, oltre 60 sono stati compiuti a Genova. “I rifornimenti avvenivano principalmente a Milano, ma abbiamo scoperto collegamenti anche con l’Emilia Romagna e le Marche. Un’organizzazione che aveva contatti anche internazionali, principalmente con i paesi di origine degli spacciatori – conclude il comandante Gargano – Fra gli italiani, due sono di origine calabrese e pur non essendo direttamente legati all”nrangheta ligure, abbiamo accertato contatti con importanti esponenti di questo ambiente. Verranno compiute indagini ulteriori anche su questo filone”.