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Santa Margherita, l’amministrazione risponde a “Gente Comune”

Santa Margherita 2

Santa Margherita Ligure. In relazione alla presa di posizione dell’associazione “Gente Comune” sulle spiagge sammargheritesi, l’amministrazione comunale desidera ribadire la propria posizione nel rispetto delle legittime opinioni di ognuno, che meglio sarebbe tuttavia moderare per non ricadere in accuse tanto generiche quanto surreali come il presunto impedimento da parte del Comune di diritti riconosciuti dallo Stato o la pretesa che questi diritti si possano esercitare solo usufruendo degli stabilimenti balneari. Cercare visibilità, da parte di un’associazione, è lecito e comprensibile, ma non ricorrendo ad argomenti obiettivamente scorretti.

In particolare il Sindaco, congiuntamente col consigliere delegato al demanio Paolo Germi, coglie l’occasione della manifestazione domenicale di questo gruppo per evidenziare alcuni concetti già espressi nell’arco di questi due anni:

– L’offerta balneare di Santa Margherita è tra le più plurali della nostra costa, alternandosi lungo il litorale spiagge libere, spiagge libere attrezzate, stabilimenti balneari.
– Gli stabilimenti balneari rivestono un’importanza fondamentale e insostituibile per una clientela che rappresenta il target di riferimento della nostra località, da cui dipende quindi il reddito del nostro territorio. Sono attività assolutamente sostenibili da un punto di vista ambientale, in larga parte a conduzione famigliare, al cui interno operano sia professionisti qualificati sia giovani che desiderano cogliere l’opportunità offerta da un impiego stagionale.
– Le spiagge libere attrezzate costituiscono già ora un’ottima mediazione tra diverse esigenze: quella di accedere e usufruire nel modo più ampio delle spiagge, con una percentuale del 50% che deve essere mantenuto assolutamente libero; l’esigenza di qualificare l’offerta balneare attraverso la commercializzazione di servizi; la necessità da parte del Comune di delegare a privati gli oneri connessi alla cura, alla manutenzione e al controllo del litorale, che nel caso delle spiagge libere è un onere puro che ricade sulla collettività e che distrae risorse da altre voci. Attraverso il federalismo demaniale, inoltre, è fondata la prospettiva per il Comune di Santa Margherita di incassare almeno una quota dei canoni demaniali, che oggi finiscono nelle casse dello Stato nonostante il Comune stesso sia chiamato a stanziare risorse per il funzionamento di un ufficio appositamente dedicato a questo comparto.
– I parametri di legge a cui fa riferimento l’associazione Gente Comune, che definiscono la percentuale minima di spiaggia libera anche ai fini del rilascio di nuove concessioni, sono di gran lunga successivi all’assegnazione degli spazi, che a Santa Margherita sono ormai oggetto di memoria storica. Per far si che la realtà si adegui alla norma, dalla quale è comunque distante solo pochi punti percentuale, l’unica via percorribile sarebbe quella di autorizzare l’ampliamento del litorale esistente, in particolare tra Punta Pedale e Paraggi. Questa soluzione, che ci vede convinti assertori non solo perché potenzierebbe l’offerta balneare ma anche perché arginerebbe il fenomeno dell’erosione marina ai danni della provinciale per Portofino, urta tuttavia contro disposizioni di conservazione della poseidonia oceanica che definire rigide appare eufemistico se è vero che non ci è possibile nemmeno ristabilire la linea della costa esistente agli inizi del secolo scorso.
– Il nostro è un territorio sostanzialmente povero di spazi e di risorse produttive, di industria, artigianato e agricoltura. Non può dunque che fondare la propria economia sui servizi al turista, ed è dalla quantità e dalla qualità di questi servizi che dipendono in larga misura gli indici locali di imprenditorialità e occupazione. Queste sono verità ben note a chi risiede sul nostro territorio, meno a chi proviene da altre realtà, non necessariamente extra-regionali.
– Ribadiamo la nostra contrarietà e la nostra preoccupazione per ogni ipotesi di ri-assegnazione delle concessioni demaniali, nel 2015, mediante procedure di gara che non tengano in debito conto la peculiarità e la delicatezza di un settore tanto rilevante per la costa ligure.

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