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Rapallo, il Festival del balletto apre con Raffaele Paganini in “Un Americano a Parigi”

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Rapallo. Il Festival internazionale  del Balletto “Città di Rapallo” inizia questa sera a Villa Tigullio con uno spettacolo d’eccezione che avrà come protagonista il grande Raffaele Paganini. Dopo il grande successo del tour invernale, torna nei più importanti e prestigiosi festival italiani “Un Americano a Parigi” e “Bolero”.

Il poema sinfonico di Gershwin è oggi praticamente inscindibile nell’immaginario del pubblico dall’omonima e felicissima versione cinematografica portata sui grandi schermi di tutto il mondo da Vincente Minnelli esettamente sessant’anni fa.

Sia l’opera musicale di Gershwin che la trasposizione hollywoodiana sono entrati nel cuore di innumerevoli generazioni di amanti della musica e rappresentano un punto di riferimento per il rapporto cinema/musica/danza, al punto che risulta quasi impossibile, in un’ulteriore elaborazione, non tenerne conto, sia pure a livello di semplice citazione.

Per la prima volta in Italia, l’attuale elaborazione drammaturgica per balletto, curata da Riccardo Reim, per la coreografia di Luigi Martelletta e l’interpretazione coinvolgente ed impeccabile  di Raffaele Paganini, senz’altro il ballerino italiano più adatto,  per la sua formazione e la sua storia a ricoprire tale ruolo, attinge in parte al grande schermo, per la costruzione di una “trama”, ed in gran parte alla composizione originale.

Nuovo è  il dato biografico riguardante George Gershwin. Lui stesso, neppure trentenne, giovane “Americano a Parigi”, dove effettivamente soggiornò subendone l’influenza nel processo creativo, abbagliato dalla cultura europea, amante della tradizione classica, pazzamente invaghito della musica di Maurice Ravel.

“Un Americano a Parigi” diviene così anche un’indagine su ciò che costituisce il processo creativo in un musicista fortemente anomalo come Gershwin, capace di una sintesi unica e irripetibile tra le musiche di estrazione popolare e quelle di tradizione più nobile, riuscendo come nessun altro a fonderle in una miscela di immenso fascino.

Sulle note del famoso Bolero di Ravel l’Etoile Raffaele Paganini concluderà lo spettacolo. Questo brano rappresenta la consecutività e l’interminabile ammirazione che proprio George Gershwin nutriva nei confronti di questo grande compositore, per il quale attraversò l’oceano e rimise in discussione  i suoi studi e tutta la sua preparazione artistica.

Al centro di una taverna su un tavolo un ballerino danza. Intorno a lui si aggirano donne e uomini assetati d’ebbrezza. Si danzerà  fino a quando il parossismo della danza e la passionalità e sensualità della musica li travolgerà.