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Prostituzione, Fondazione Oltremare: “Ghettizzare via Sampierdarena non è una soluzione”

Genova. “Chiudere al traffico un intero quartiere, quello di Sampierdarena, dalle 22 alle 06 del mattino, escludendo ovviamente i residenti, se diverrà ordinanza, di fatto isolerà gli abitanti di Sampierdarena. Si parla di un aerea ZTL enorme, quella compresa tra via Molteni e via Chiesa”.

Il j’accuse contro la proposta del Municipio Centro Ovest di chiudere via Sampierdarena nelle ore notturne per contrastare i cattivi costumi della prostituzione, arriva da Enrico Moizo e Filippo di Benedetto, Coordinatori Fondazione Oltremare Giovani. “Chissà cosa ne penseranno il Teatro Archivolto e i suoi dipendenti. Oltre ad avere un amaro retrogusto di coprifuoco ‘ancien regime’, le ‘lucciole’ si sposteranno un po’ più in là , verso Sestri o verso Levante. I veri colpevoli, gli sfruttatori, i papponi, la mafia, non saranno minimamente sfiorati dal provvedimento. In compenso in Comune potrebbero entrare ancora un pò di introiti grazie a multe e telemulte fatte, magari, ad ignari turisti, nel caso i 15 milioni di Euro di sanzioni del 2010 non fossero già una vessazione sufficiente.

Come Fondazione Oltremare, ci siamo confrontati con molti sampierdarenesi, soprattutto con alcuni iscritti all’omonimo gruppo su Facebook ed i loro pareri ci sono sembrati pieni di scetticismo quanto i nostri. Pur rendendoci infatti conto dello stato di esasperazione a cui sono giunti gli abitanti di Sampierdarena, noi siamo convinti che la soluzione non possa essere quella di spostare altrove il problema.

La città ha già avuto esempi di quartieri bonificati dalla criminalità e rinati proprio grazie ad operazioni opposte a quella della segregazione: Porto Antico, il centro storico (fino a qualche anno fa) ne sono dimostrazione. La verità è che Sampierdarena è stata abbandonata dall’amministrazione, come altri quartieri definiti per comodità “periferici”, lasciata volutamente, o comunque irresponsabilmente, nelle mani di chi gestisce prostituzione, sale da gioco e locali a luci rosse, mentre potrebbero rappresentare una risorsa storica per il turismo e di conseguenza per l’economia della città. Per questo questa soluzione sembra soltanto l’ennesimo tapullo dell’amministrazione che invece di proporre progetti strutturali, pensa soltanto all’immediato futuro e a tacere i dissensi”.