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Premio a Toccafondi, medico “torturatore” del G8: la replica della Asl 3 Genovese

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Genova. In relazione agli articoli pubblicati e alle critiche in merito al riconoscimento al dipendente Giacomo Toccafondi, ecco la replica della Asl 3 Genovese.

“I fatti per cui Toccafondi è stato rinviato a giudizio sono stati compiuti nella sua qualità di dipendente del Ministero di Grazia e Giustizia, con cui aveva regolare contratto lavorativo, e non come dipendente di Asl 3. All’epoca infatti, in virtù della L. 740/70, i due contratti da dipendente erano compatibili”, precisa l’azienda sanitaria in una nota.

“In seguito al DPCM 1.4.2008, con cui sono state trasferite le competenze di sanità penitenziaria dal Ministero di Grazia e Giustizia al SSN, dal 2009 il dottor Toccafondi  ha svolto la sua attività esclusivamente come chirurgo presso lo stabilimento ospedaliero di Pontedecimo – continua la Asl – A seguito di detti fatti, verificatisi durante lo svolgimento del G8 a Genova nel luglio 2001, questa Azienda, avuta notizia del rinvio a giudizio di Toccafondi da parte del Tribunale di Genova, formulava comunque al dipendente contestazione di addebito. Successivamente il procedimento disciplinare avviato veniva sospeso, come previsto dalla normativa all’epoca vigente, in attesa della conclusione del connesso procedimento penale”.

“In sede penale, il Toccafondi veniva dapprima condannato; successivamente la Corte d’Appello di Genova, in parziale riforma della sentenza impugnata, dichiarava che non di doverva Procedere penalmente nei confronti del dipendente in oggetto per avvenuta estinzione per prescrizione dei reati ascrittigli e dichiarava la responsabilità del Toccafondi ai soli effetti civili, con condanna, in solido con il Ministero di Grazia e Giustizia, al risarcimento del danno – si legge ancora nella nota – Tuttavia la pronuncia della Corte d’Appello non può considerarsi passata in giudicato, in quanto è stato proposto ricorso in Cassazione. Solo all’esito di tale grado di giudizio, quindi, questa Azienda potrà riaprire e definire il procedimento disciplinare tuttora sospeso”.

“Per quanto concerne la somma di euro 4.548,79, apparsa sui mezzi di comunicazione, essa è stata liquidata al Toccafondi, nel corso dell’anno 2010, in parte come retribuzione di risultato – a seguito delle risultanze del Nucleo di Valutazione circa il raggiungimento degli obiettivi di tutto il servizio al quale il Toccafondi appartiene, in parte come quota della somma distribuita ai Dirigenti Medici dell’ex ASL 3, sulla base di specifico accordo sindacale, a titolo di residui del fondo di posizione anni 2009 e 2010 – continua – Si segnala peraltro che il medico in questione non è mai stato né sospeso né radiato dall’ordine e dunque gode a tutti gli effetti degli istituti che la legge prevede”.

“Oltre al merito, obbligante quindi, si ritiene comunque che l’erogazione di ‘incentivi’, raggiunti peraltro insieme a tutta un’équipe di lavoro, nella qualità di medico chirurgo, nulla abbia a che vedere con le indagini  svolte in merito ad altro rapporto di lavoro, peraltro risalente a dieci anni prima, oltre a sottolineare che non appena saranno notificate a questa Azienda le conclusioni della Cassazione si procederà alle conseguenti azioni”, conclude la nota.