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Pegli, all’asta la gestione di Villa Pallavicini: la preoccupazione delle associazioni

Pegli. Dopo l’offerta di una rete di realtà di Pegli e un percorso con le istituzioni, viene messa a gara la gestione di Villa Pallavicini. La rete, formata da molte associazioni del territorio, in particolare dall’ Associazione Amici dei Musei e delle Ville di Pegli, Scuola Musicale Giuseppe Conte, F.A.I. Liguria, Pegli Flora, Pro loco Pegli, Comitato Difesa di Pegli e del suo territorio, Centro Universitario del Ponente, proponeva 3 o 4 anni di gestione allo stesso costo di quella attuale (che non garantisce l’apertura e la promozione della Villa) e poi una autonomia economica con un risparmio di oltre 600 mila euro per il Comune di Genova.

Ora le associazioni sono molto preoccupate, anche considetando il fatto che le Ville del ponente (Pallavicini, Doria, Banfi a Pegli, ma anche altri capolavori come Duchessa di Galliera e altre) sono in grado di dare nuova immagine e turismo al territorio almeno quanto i parchi di Nervi

“In queste settimane il Comune di Genova ha manifestato la decisione di mandare a bando la gestione di Villa Pallavicini. Questo dopo un percorso di anni promosso anche dall’amministrazione che incentivava le realtà territoriali a prenderne la gestione. Questa gestione, poi tradotta in proposta da una rete locale avrebbe avuto il pregio di chiedere solo pochi anni di contributi (pari a quelli spesi adesso) dando comunque più lavoro e servizi – spiegano le associazioni, che hanno inviato una lettera alla sindaco Marta Vincenzi, ai capigruppo in consiglio e al presidente del Municipio Ponente, Mauro Avvenente – Il risparmio dopo pochi anni sarebbe stato del totale dei fondi spesi adesso”.

“Inoltre le Ville del Ponente sono in grado di ripotenziare un’immagine del ponente nelle sue parti di vivibilità e bellezza e non hanno niente da invidiare a Parchi cittadini che danno lustro al altri territori come quello bellissimo di Nervi. Fa parte del percoso di “servitù” del Ponente non avere avuto riqualificazioni di Ville bellissime come Pallavicini a Pegli e Duchessa di Galliera a Voltri e tante altre come Banfi, Doria, De Mari – concludono – Il nostro auspicio è che il Comune tenga conto dei criteri individuati in questi anni e non si scopra che la soluzione trovata porta solo a prolungare l’agonia dei parchi e dei cittadini del ponente.Villa Pallavicini, in particolare, è una sorta di museo a cielo aperto che necessiterebbe di un approccio specifico”.