Quantcast
Sport

Pallanuoto femminile, Mondiali: l’Italia ha la meglio sulle cinesi

pallanuoto femminile

Rapallo. L’Italia batte la Cina 10 – 9, vince il girone D e si qualifica ai quarti di finale del campionato mondiale di Shanghai. Una vittoria che porta la firma del c.t. Fabio Conti, dello staff che ha voluto completare con le campionesse Monica Vaillant e Alexandra Araujo del “setterosa” di Pierluigi Formiconi, e di un gruppo giovane, eterogeneo e coeso, che ha compensato l’inesperienza con la disciplina, l’aggressività e il grande cuore.

Le azzurre sono state più forti delle avverse condizioni ambientali, di un calendario di allenamenti che ne avrebbe potuto pregiudicarne la preparazione sino al confronto diretto con le padroni di casa. Sono state più forti del robottini impostati dal coach spagnolo Juan Giralt Janè, grande insegnante che rappresenta quanto la Cina abbia investito nella pallanuoto in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008 e dei Mondiali di Shanghai. E sono state più forti delle tante critiche distruttive espresse dagli scettici che di certo non hanno contribuito alla crescita di una squadra che, poco più di un mese fa, ha eliminato Russia e Cina dalla World League di Tianjing, conquistando l’argento nella finale poi persa con gli Stati Uniti.

L’Italia, qualificata ai quarti di finale, usufruirà di tre giorni di riposo e tornerà in vasca il 25 luglio contro la vincente dell’ottavo di finale tra Australia e Ungheria. Comunque vada si partirà con il pronostico sfavorevole. Oltre l’ostacolo c’è la zona medaglia a cui la nazionale non arriva da otto anni, dall’argento di Barcellona 2003.

La cronaca. L’Italia si porta avanti con una controfuga trasformata da Bianconi. La Cina pareggia con Zhang in superiorità numerica, poi spreca una doppia occasione in sette contro sei. Così Casanova, in beduina, e Bianconi, prima in controfuga e poi in superiorità numerica, portano le italiane sul 4 – 1. La Cina, fermata dalla zona italiana e trafitta in velocità, prova a rientrare in partita e ci riesce con una conclusione di Yi Wang e la complicità di Gorlero, poco reattiva sul palo di competenza.

Il secondo tempo si apre con un’espulsione fischiata a Gorlero e il – 1 di Zhang, a cui risponde Frassinetti in rovesciata per il 5 – 3 di metà parziale. L’Italia dà l’impressione di poter controllare e allungare, bloccando il centro, raddoppiando verso l’interno e lasciando la posizione 1 libera di tirare. Troppi errori in superiorità numerica (1 su 4), però, ne frenano la fuga. Finché Emmolo, servita direttamente da Gorlero, parte in controfuga, rientra verso il centro eludendo il recupero del difensore e supera con una palombella il portiere in uscita per il + 3. La determinazione di Abbate, protesa in percussione, porta l’Italia sul 7 – 3 a inizio terzo tempo. La Cina prova a riavvicinarsi con Yi Wang, ma una bellissima combinazione in superiorità numerica chiusa in rete da Rambaldi e una fucilata di Abbate da perimetro danno all’Italia il massimo vantaggio: + 5 a – 3′.

La partita sembra in cassaforte; invece a cavallo del quarto tempo, la nazionale italiana accusa un vero e proprio black-out e subisce quattro reti a giocatrici pari in meno di 4′. Le marcature di Ma, doppietta, Yi Wang e Yating Sun accorciano sul 9 – 8 con 6’50” da giocare. La forza mentale delle azzurre, però, è dura da scalfire e Frassinetti, servita da Cotti, ripristina il + 2 a 3’26” dalla fine. Poi l’Italia beneficia addirittura di due espulsioni a favore dopo tanti, troppi controfalli, e due clamorosi rigori non fischiati. Ma non le sfrutta e alimenta l’agonia a -2′. La Cina, infatti, si rifà sotto con una resistibile conclusione dal perimetro di Yating Sun; poi Cotti fallisce un uno contro uno a -1’10”. Così arriva il controfallo scientifico a -41″ che però le azzurre salvano con tutta la determinazione che hanno. Italia nei quarti nonostante la pecca del 2 su 8 con la giocatrice in più, contro il 2 su 5 delle cinesi.

“Avevo chiesto alle ragazze di giocare con continuità e determinazione a prescindere dal risultato – dice Fabio Conti -, di darmi ulteriori conferme sulla solidità del nostro impianto di gioco. Ciò è avvenuto e ne sono fiero e orgoglioso. Battere per due volte di fila la Cina, in casa sua, tra World League e Mondiali, dà la dimensione di un gruppo che sta provando a riprendersi la posizione nel ranking internazionale che gli spetta. Ora ci tuffiamo nei quarti, consapevoli che sarà una partita durissima contro Australia o Ungheria, due tra le candidate al titolo. Abbiamo tre giorni per evitare di ripete gli errori commessi, che hanno permesso alla Cina di rientrare dal 9 a 4 al 9 a 8, e per preparare nel migliore dei modi l’approccio mentale ai quarti di finale”.

“Avevamo già incontrato la Cina in più occasioni e sapevamo come affrontarla – afferma Simona Abbate, atleta del Rapallo -. Fino al loro recupero abbiamo disputato una partita quasi perfetta; sul +5 ci siamo rilassate e stavamo per rovinare tutto. Dobbiamo ripartire da quei minuti per evitare di ripete gli stessi errori nei quarti di finale. Chiudere il girone al primo posto ci rende orgogliose, ci carica e ci consente di riposare e lavorare guardando gli ottavi da spettatrici interessate. Abbiamo dimostrato per l’ennesima volta che la nostra forza è il gruppo. Se giochiamo unite non sarà facile per nessuno batterci anche perché siamo consapevoli della nostra forza e dei nostri limiti. Essere considerati outsider può rappresentare un vantaggio. Intanto siamo tra le prime otto del mondo. Ovviamente l’obiettivo è andare avanti nel torneo il più possibile crescendo come squadra. Se poi bruciassimo i tempi e riuscissimo a entrare in zona medaglia ne saremmo tutti felici”.

Il tabellino:
Italia – Cina 10 – 9
(Parziali: 4 – 2, 2 – 1, 3 – 3, 1 – 3)
Italia: Gorlero, Abbate 2, Casanova 1, Pomeri, Savioli, Lapi, Colaiocco, Bianconi 3, Emmolo 1, Rambaldi 1, Cotti, Frassinetti 2, Gigli. All. Conti.
Cina: Yang, Teng, Liu, Yating Sun 2, He, Song, Chen, Yi Wang 3, Ma 2, Huizi Sun, Zhang 2, Ying Wang. All. Jane Giralt Juan.
Arbitri: Koganov (Aze) e Flahive (Aus).