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Pallanuoto femminile, Mondiali di Shanghai: Italia in semifinale dopo una lunga battaglia

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Rapallo. Il nuovo “setterosa” è in semifinale mondiale. Nei quarti batte l’Australia 14 – 12 dopo i tiri di rigore (8 – 8 i tempi regolamentari e 9 – 9 al termine dei supplementari) e il 27 luglio alle ore 21 locali affronterà in semifinale la Grecia, che nella partita precedente ha eliminato i Paesi Bassi dell’ex c.t. azzurro Mauro Maugeri per 12 – 10.

E’ un risultato storico per l’Italia femminile della pallanuoto che non batteva ai campionati mondiali l’Australia da dieci anni: l’ultima vittoria era stata a Fukuoka 2001 (4 – 1). L’Italia poi conquistò l’oro e in quella squadra c’erano sia la team manager Alexandra Araujo sia il l’assistente tecnico nonché psicologo Monica Vaillant. Successivamente la nazionale era stata sconfitta 12 – 8 a Montreal 2005 e 10 – 9 a Melbourne 2007. Oggi è stata quasi perfetta in difesa e con il passare dei minuti ha giocato sempre meglio. Concentrata, decisa, senza paura di sbagliare. Ha sentito la stanchezza nei minuti finali, ma ha stretto i denti ed è rimasta ferma nelle posizioni.

L’Australia, seconda nel gruppo B, ha giocato una partita più dell’Italia ma non sembrava. Ha perso all’esordio 10 – 7 con il Canada, superato Nuova Zelanda 12 – 4 e Uzbekistan 27 – 2 e nello spareggio di qualificazione ai quarti di finale, il 23 luglio, ha battuto 10 – 9 l’Ungheria. Le azzurre sono arrivate all’appuntamento con tre vittorie e il primo posto del girone D: 12 – 4 con Cuba, 18 – 2 con la Repubblica Sudafricana e 10 – 9 con la Cina. Nell’altra semifinale della zona medaglie si affrontano la Russia che ha eliminato gli Stati Uniti 9 – 5 in rimonta e la Cina che ha battuto il Canada 9 – 7.

Le dichiarazioni del commissario tecnico della nazionale Fabio Conti al sito della Federnuoto: “Non deve stupire la rimonta dell’Australia, passata dal – 4 al + 1. E’ normale che i quarti di finale siano difficili ed equilibrati. La nostra squadra gioca sempre allo stesso modo, cercando di mantenere inalterata anche l’intensità. Non sempre ci riesce ed inoltre gli arbitri tendono a ridurre gli scarti. Pertanto non bisogna mai considerare chiusa una partita anche se avanti di un break importante. La qualità di un gruppo si misura dalla gestione della partita nella sua totalità. Contro la Cina abbiamo conservato il vantaggio che ci ha assicurato il successo. Contro l’Australia abbiamo giocato con Emmolo la superiorità numerica del successo all’ultimo possesso, malgrado un arbitraggio che ha consentito un gioco fisico che non è nelle nostre corde. Va bene così. Noi attualmente siamo al 50% delle nostre possibilità. Abbiamo cominciato a lavorare solo a novembre, con tanto scetticismo; il progetto nazionale è partito con poche attestazioni di stima, tanta diffidenza e critiche personali e alla squadra: le ragazze non lo meritavano”.

Nei quarti di finale l’Italia affronterà la Grecia, battuta dal “setterosa” d’oro nel 2004. “Anche quella fu una partita tiratissima – ricorda Conti -, straordinaria per intensità, spettacolo ed impegno. Io tribolavo davanti alla tv. E anche le ragazze se la ricordano. Quel cuore, quella generosità è rimasta nel dna di questa nazionale e, se ci fosse bisogno di ricordarlo, abbiamo nello staff le campionesse Monica Vaillant e Alexandra Araujo, due colonne di quei successi straordinari. La Grecia è una squadra che conosciamo bene. Ci ha battuto 8-4 in World League; è composta da giocatrici esperte guidate da un ottimo allenatore: tanta difesa, buone tiratrici e centroboa, è una squadra completa e difficile da affrontare. Del resto siamo alle semifinali di un Mondiale. Prepararemo nel migliore dei modi la partita. Anche con l’Australia ci davano per morti. Nei common training disputati a Perth e Ostia abbiamo sempre perso e strappato un pareggio. Però abbiamo avuto modo di studiarli. Nell’allenamento di ieri abbiamo provato per due ore la difesa contro il Brasile ed i risultati si sono visti. Tutti mi chiedono qual è il segreto della squadra. Credo la serenità, la reciproca fiducia staff-team e le condizioni di allenamento. Aver dato a noi, alla squadra di pallanuoto maschile e alle selezioni giovanili, una casa con il polo natatorio di Ostia a nostra completa disposizione, dove poter nuotare, lavorare in palestra, dormire, ospitare common training con altre nazionali, è stato fondamentale per la crescita dell’intero movimento”.

Le dichiarazioni del centroboa Teresa Frassinetti: “Siamo contente. E’ normale che partite di questo livello siano equilibrate e possano essere decise ai tiri di rigore. Il pallone dell’ultimo tiro era pesantissimo, ma non vedevo l’ora di spedirlo in porta con la forza mia e di tutta la squadra. Ora ci aspettano altre due battaglie. Comunque vada giocheremo per la medaglia”.

L’ultima volta fu in occasione dei Mondiali di Barcellona 2003, chiusi con la sconfitta contro l’Ungheria e la medaglia d’argento. Era il “setterosa” campione di tutto che poi vinse l’oro olimpico ad Atene 2004. “Essere paragonate – dice -, se non altro per un aspetto puramento statistico, alla squadra delle meraviglie è straordinario. Il quarto di finale è sempre la chiave di un torneo. Vi promettiamo determinazione, grinta e generosità. Tutto è possibile”.

Le parole del difensore Simona Abbate: “Sono nata a Fondi e cresciuta a Marcianise, terra del pugilato, in una famiglia di pallanuotisti. Mia sorella e mia cugina, che si chiamano entrambe Nicoletta, hanno giocato in nazionale. Io non ne volevo sapere da piccola, poi col pallone ho cominciato a divertirmi. Nuotare non mi piaceva e così è nata la Simona pallanuotista. Per questo essere avvicinata a un mito come Lilli Allucci, sentirsi dire che sei il pensiero della nazionale e la trascinatrice del gruppo è un orgoglio enorme e un fardello che porto volentieri. Ma il vero collante di questa squadra è la magia che c’è tra di noi. Siamo un gruppo unito, forte, vincente, guidato da uno staff di cui ci fidiamo e da cui ci sentiamo tutelati. All’inizio c’è stato chi ha detto che il ‘setterosa’ era passato dalle Ferrari alle Cinquecento; ora dovranno ricredersi. Tutti cominciano a temerci. Contro Cina e Australia abbiamo espresso un ottimo gioco, con una difesa solida, tanto movimento, ripartenze e tagli veloci che aprono il gioco al centro. Lottiamo alla pari contro chiunque. Questo è il nostro merito più grande”.

La cronaca. Subito una rovesciata di Casanova, parata ai due metri da McCormack. Dopo due minuti raddoppio di marcatura su Elisa. Cotti prova un tiro teso, poi, dopo 3’47” di gioco, c’è l’entrata di Rebecca Rippon sulla destra con la palla e la palomba vincente. A 4’40” la Rippon tira ma nella ripartenza l’Italia non conclude. Gorlero compie la prima parata dopo 6’30” (un tiro insidioso che rischiava di passarle sotto le braccia). L’Italia insiste nei secondi finali del primo tempo. Cambio a -14”: entra Casanova per Frassinetti ma la palla le arriva male.

Il secondo tempo inizia con due interventi sicuri di Giulia Gorlero. E’ lei stessa, dopo tre minuti, a servire Martina Savioli per la ripartenza che vale il pareggio. A 3’38” Frassinetti si procura un rigore da posizione di centro e Giulia Enrica Emmolo lo trasforma per il vantaggio. L’Italia difende bene. Marta Colaiocco, lanciata in controfuga da Gorlero, calibra male il tiro del possibile 3 – 1 (alto). Arriva il primo time out dell’Australia che le ragazze di Fabio Conti neutralizzano con una difesa efficacie. A 1’21” dal fischio di metà gara l’Italia realizza un altro tiro di rigore con Martina Savioli e a -23” Francesca Pomeri fa 4 – 1.

Nel terzo tempo l’Australia compie il massimo sforzo per rientrare. L’Italia continua a difendere bene, anche inferiorità, subisce ma riesce comunque a rimanere avanti. Paratona di Gorlero sulla Webster lanciata a rete. Le australiane insistono e con Ralph realizzano il meno 1 che trova il gol alla fine del possesso palla. Nel quarto tempo c’è subito insidioso un tiro di Frassinetti che si liberata bene da posizione di centro. Fabio Conti chiama timeout a metà tempo. L’Italia rimane chiusa e riparte, attenta a non prendere controfughe. A 2’57” da giocare espulsa Casanova. Gorlero c’è. L’Australia fa valere la forza fisica e pareggia con Bedsworth a 1’50” dalla conclusione. Le azzurre sono stanche. Si va ai supplementari (tre minuti ciascuno).

Supplementari. La palla diventa pesante per tutte. Savioli conclude male una doppia superiorità; Ralph supera la difesa e Giulia Gorlero con una palomba. Nel secondo extra-time, quando si teme il calo fisico, l’Italia si aggrappa al cuore, alla determinazione, allo spirito di gruppo e all’estro di Giulia Emmolo che segna il gol più difficile. Ora la squadra ha ritrovato anche le energie fisiche, sorretta dalla fiducia riguadagnata. Potrebbe vincere prima se Bianconi anziché forzare il tiro avesse provato a far arrivare la pala a Teresa Frassinetti che si trovava in posizione di centroboa e poteva costringere l’avversaria al fallo da espulsione. Rigori: Giulia Gorlero para quello decisivo a Ralph, il quarto della serie australiana e Teresa Frassinetti realizza l’ultimo, quello della vittoria.

Il tabellino:
Italia – Australia 14 – 12 (d.t.r.)
(Parziali: 0 – 1, 4 – 0, 4 – 6, 0 – 1, 0 – 1, 1 – 0)
Italia: Gorlero, Abbate, Casanova, Pomeri 1, Savioli 2, Lapi, Colaiocco, Bianconi 3, Emmolo 2, Rambaldi, Cotti, Frassinetti 1, Gigli. All. Conti.
Australia: McCormack, Beadsworth 2, Smith, R. Rippon 2, Moran, Knox 1, Webster 1, Gynther, Ralph 2, Lincoln Smith, M. Rippon, Zagame 1, Brown. All. McFadden.
Arbitri: Gyorgy Juhaz (Ungheria) e Sergio Borrell (Spagna).
Note. La sequenza dei rigori: Bianconi goal, Gynther goal, Cotti goal, Webster goal, Emmolo goal, Moran goal, Pomeri goal, Ralph parato, Frassinetti goal. Nessuna giocatrice uscita per limite di falli. Superiorità numeriche: Italia 4 su 7 e 3 rigori e Australia 1 su 7.