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Ospedale Recco, inizia il digiuno delle “Pasionarie”: “Promesse non mantenute”

Recco. Sciopero della fame a oltranza. Franca Eboli e Paola Del Guercio Cassinelli, le due capofila del comitato “Le Pasionarie”, schierato contro la chiusura dell’ospedale di Recco, dopo più di tre mesi riprendono l’estremo strumento di potesta in attesa di ottenere fatti concreti a fronte di “promesse mai mantenute”.

Uno su tutti: il punto di primo soccorso, richiesto a gran voce ma mai attivato. L’11 aprile scorso, dopo il primo sciopero della fame, l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, aveva optato non per “un vero e proprio centro di primo intervento, ma per un ambulatorio infermieristico da 12 ore al giorno, con la presenza di un medico del 118 disponibile per 24 ore”.

Alle 19, davanti al Bar Sport di Recco, arriverà il camper che ospiterà le due Pasionarie durante tutta la protesta. “Siamo sostenuti dal comitato e da tutti i cittadini non solo di Recco ma di tutto il Golfo Paradiso – spiega Paola Del Guercio – i commercianti ci hanno aiutato materialmente recuperando il camper a Pavia, mentre il sindaco ci ha concesso il suolo pubblico da domani alle 16 in piazza IV Novembre”.

Nonostante la promessa di andare ad oltranza le due donne saranno seguite dal dottore Agnoletto, anestesista di Rapallo che ha raccomandato l’assunzione di sali minerali sciolti nell’acqua, necessari in questa stagione. “Non siamo esibizioniste e non lo facciamo per pubblicità – sottolinea la Pasionaria – vogliamo solo che le promesse fatte vengano mantenute. Siamo di fronte a una situazione allucinante, la popolazione è triplicata sia a Recco sia nei Comuni limitrofi, e per i codici bianchi dobbiamo andare a fare code lunghissime a Genova o a Lavagna”.

Gli ultimi esempi sono recentessimi: “Venerdì notte alle 3.30 del mattino al pronto soccorso di Lavagna c’erano 45 persone in attesa e sabato una persona ha aspettato 18 ore al San Martino per farsi dare due punti”.