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“Operazione Health Hazard”: smantellato giro di anabolizzanti e farmaci

Savona. E’ stata ribattezzata “Health Hazard” (Richio per la salute) la maxi operazione condotta dai Nas di Genova e dal reparto operativo dei carabinieri di Savona che smantellato un giro illegale e alquanto pericoloso di anabolizzanti, farmaci, pasticche di viagra e persino nandrolone.

In manette sono finite tre persone, padre, madre e figlio che gestivano il negozio “Liguria Fitness”, in via IV Novembre a Savona, con una gamma di prodotti per palestrati. Gli arrestati sono Natale Gagliano, 60 anni, Silvia Ravera, 60 anni, e Andrea Gagliano di 30, quest’ultimo già condannato per reati specifici.

Un anno di indagini e tre mesi di operazione sull’attività illegale perpetrata dai tre ha consentito ai carabinieri di smantellare l’organizzazione e soprattutto evitare gravi problemi alla salute per quanti avessero acquistato questi prodotti, tutti conservati in due garage di proprietà della famiglia, per poi essere smerciati sottobanco grazie ai contatti della clientela del negozio.

Proprio i concreti rischi per la salute hanno spinto i militari ad intervenire, intercettando uno dei pacchi sospetti in arrivo (tutti erano intestati alla madre). Molti dei farmaci posti sotto sequestro e tenuti nei due box dovevano invece rimanere conservati ad una temperatura controllata per non alterare i principi attivi, tra i due e gli otto gradi. Inoltre il caso di un 38enne savonese colpito da infarto, e assiduo frequentatore delle palestre, ha spinto gli investigatori a dare una accelerata decisiva sull’indagine: probabilmente aveva preso uno di questi prodotti.

Il commercio da circa 40 mila euro poteva fruttare il triplo, ovvero 120 mila euro il valore di mercato stimato. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate armi bianche illegali (una balestra, un tirapugni, un pugnale ed un dissuasore elettrico), materiale informatico e telefoni cellulari, oltre a diverso denaro contante (1.800 euro) frutto dell’attività illecita. Tra le sostanze proibite rinvenute dai militari 5.000 tra pastiglie e capsule, e 400 fiale. I prodotti illegali venivano fatti arrivare dall’est europeo, dai paesi asiatici e anche dalla Spagna.

Le accuse a carico dei tre sono di traffico di sostanze stupefacenti, commercializzazione di anabolizzanti e medicinali scaduti ed imperfetti. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo Francantonio Granero e dal sostituto Giovanni Battista Ferro. La donna, nonostante la convalida del fermo, è stata poi rimessa in libertà.