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Cronaca

Operazione “Borderline”, sequestrati 380 mila prodotti taroccati: 10 denunce

operazione borderline

Genova. Si è conclusa l’operazione di servizio denominata “Borderline” nel settore del contrasto all’importazione e alla vendita di merce taroccata, che ha impegnato Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane di Genova negli ultimi 12 mesi, con risultati più che positivi. Circa 380 mila pezzi sequestrati, tra capi di abbigliamento, calzature dei più noti brand, ma anche cosmetici e prodotti per il corpo che non rispettano le normative comunitarie previste per la commercializzazione in Unione Europea.

Un’operazione che ha consentito di sottrarre all’industria del ‘tarocco’circa 10 milioni di euro, con conseguente blocco dei vantaggi economici per il mercato illegale. Sul fronte opposto, il servizio ha agito nel senso di contenere i danni sempre più rilevanti che sono costretti quotidianamente a fronteggiare coloro che operano sul circuito del commercio legale, già di per sé notevolmente indebolito, negli ultimi anni, dal calo dei consumi.

Le indagini, avviate a seguito di alcune verifiche doganali su merce giunta nel porto di Genova dai Paesi dell’Est asiatico (in prevalenza dalla Cina) nel 2010, sono proseguite nel corso dei mesi successivi. Il costante monitoraggio dei finanzieri e dei doganieri sulle merci sbarcate dalle navi cargo, ma anche la capillare attività di analisi operata giornalmente su tutta la documentazione posta a corredo delle pratiche doganali di importazione, hanno permesso di acquisire informazioni rilevanti, indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi.

Col tempo si è potuto circoscrivere sensibilmente il raggio d’azione degli inquirenti, tanto da poter isolare vere e proprie “rotte sensibili” tra Europa e Sud Est Asiatico, analizzando i dati di volta in volta raccolti nel corso delle attività: porti di partenza, scali marittimi interessati dagli itinerari delle navi, tipologia di merce dichiarata sui manifesti di bordo. Informazioni apparentemente prive di rilevante importanza, ma che, razionalizzate in base anche ai precedenti risultati operativi, hanno potuto guidare l’intera operazione anticontraffazione.

Non sono bastati i carichi di copertura, con in quali di volta in volta venivano abilmente occultati gli scatoloni contenenti i prodotti contraffatti. L’occhio attento degli operatori riusciva ad andare oltre e a scovare il vero obiettivo di tutte le spedizioni, ben diverso da quello dichiarato nei documenti doganali, all’interno dei quali risultavano stivate nei container, merci di poco valore ed ovviamente legali. Tutti i prodotti sottoposti a sequestro dalle Fiamme Gialle e dalla Dogana, molti dei quali anche in violazione delle norme sul contrabbando, sono stati di volta in volta analizzati dai periti inviati dalle aziende che avevano subito il “furto del marchio” e riconosciuti come “tarocchi”. E’ interessante rilevare la buona fattura della merce: in molte circostanze, infatti, l’ausilio delle perizie è stato fondamentale per individuarne l’origine contraffatta, dato che i prodotti erano stati realizzati, avendo cura di non trascurare anche i minimi particolari.

Oltre all’ingente sequestro di prodotti contraffatti, l’operazione “Borderline” ha portato alla denuncia di 10 persone di origine cinese, responsabili a vario titolo dei reati di contraffazione, falso, adulterazione di prodotti di bellezza e contrabbando aggravato.