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Cronaca

Omofobia, affossata la legge: le reazioni sul fronte genovese

omofobia

Genova. A meno di 24 ore dall’affossamento della legge contro l’omofobia alla Camera le reazioni di associazioni ed esponenti del mondo politico si fanno sempre più dure e pesanti anche sul fronte genovese.

“Con questo governo chiaramente ce l’aspettavamo”, dichiara Cristina Morelli (Verdi), ex-consigliere regionale della Liguria e prima firmataria della legge contro l’omofobia della nostra regione. “Visti i passi in avanti che si stanno facendo negli altri paesi in tema di diritti, anche noi speravamo che in Italia cambiasse qualcosa. Purtroppo questo non è avvenuto, ma la nostra è una battaglia che continueremo a combattere”.

“Ci siamo spesi il più possibile per questa causa, ma mi sembra di capire che su questi temi siamo ancora molto lontani dalla possibilità di definirci un Paese europeo”, dichiara Marta Vincenzi, Sindaco di Genova. “E’ un giorno molto triste per tutti”.

“Come fa l’On. Mara Carafagna a continuare ad essere Ministro delle Pari Opportunità di questo governo?”, si chiede Valerio Barbini, coordinatore di Sel Genova. “Oggi l’unico segnale di coerenza e serietà politica che può arrivare dalla Carfagna sono le sue dimissioni”.

Durissima anche la reazione delle associazioni: “La casta che fa finta di governare ha dato ancora prova della sua bassezza morale e politica”, spiega ostilia Mulas, Presidente di Arcigay Genova. “Non ha nemmeno avuto la decenza di discutere la legge contro l’omofobia affossandola con le solite
pregiudiziali di costituzionalità”. L’indignazione è profonda. “Giudichiamo indecente che la Ministro delle Pari Opportunità si sia astenuta dal voto e un atto criminale che la nostra Costituzione venga usata e stravolta per mantenere un intero gruppo umano in condizioni di disuguaglianza e insicurezza,mentre viene difeso il diritto dei violenti e ne viene garantita l’impunità”.