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Omicidio Lo Verso: i particolari del delitto, ancora sconosciuto l’assassino

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Genova. A seguito del lavoro e dei rilievi effettuati dalla scientifica, si scoprono nuovi particolari della morte di Daniele Lo Verso, ucciso ieri al terzo piano di via 2 Dicembre, al Cep di Prà.
Se nel pomeriggio si sono cercati segni di effrazione o si è immaginato che la vittima avesse aperto le porte di casa del suo assassino (restringendo necessariamente gli obiettivi della procura ai parenti e agli amici), i rilevi dimostrano che la colluttazione sia avvenuta proprio sull’uscio della porta, proprio mentre l’83 anni pensionato ex autista Amt, probabilmente stava uscendo.

L’uomo si sarebbe anche difeso in maniera energica, tanto da determinare la reazione furiosa del suo assassino (o dei suoi assassini). Sul suo corpo si contano almeno sei coltellate: braccia, schiena, torace, fianco e collo.
La dinamica è stata ricostruita dal medico legale Marco Salvi. Il corpo, come noto, è stato trovato da una delle tre figlie che spesso lo andava a trovare. L’uomo, vedovo da anni, ha anche un figlio con il quale negli ultimi si erano fatti tesi, ma le sorelle escludono che possa essere stato lui l’autore del delitto.

L’omicidio di Lo Verso risalirebbe a martedì (quando alcuni vicini lo hanno visto per l’ultima volta). Appartamento in disordine, per quanto non sembrano esserci segni di rapina.
I carabinieri, comandati dal responsabile provinciale, colonnello Marco Azzaro, tuttavia non escludono altre ipotesi. E, per il momento, interrogano i figli: un maschio, Marcello, e le figlie, allo scopo di comprendere le dinamiche interne alla famiglia e individuare eventualmente chi fossero le persone che frequentavano la vittima.