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Morì per arresto cardiaco dopo cura dimagrante: assolto medico chiavarese

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Chiavari. Non esisteva nesso causale tra la dieta a base di anfetamine e l’arresto cardiaco che ha portato alla morte, circa cinque anni fa, dell’imprenditore spezzino Giampiero Malabaila. Lo ha decretato oggi il tribunale di Chiavari con la sentenza di assoluzione nei confronti di Luca Ubaldi, il medico di Chiavari accusato di omicidio colposo mentre la famiglia dell’imprenditore si era costituita parte civile. Malabaila, dopo due mesi di cura aveva perso 20 chili di peso in tre mesi, ma il 17 novembre dopo essere stato alla Santa messa in suffragio del fratello morto quello stesso giorno di alcuni anni prima, era stato colto da malore in autostrada.

Il medico era stato rinviato a giudizio dopo che una perizia di parte e una della Procura avevano individuato nella cura dimagrante l’arresto cardiocircolatorio. Ma a seguito di approfondimenti non era emerso il nesso causale fra la dieta a base di pastiglie, otto compresse al giorno di principi comprendenti anfetamine, antidepressivi e sostanze attive, e l’infarto.