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Manovra finanziaria, l’ordine degli assistenti sociali liguri lancia l’allarme

Genova. L’ordine degli assistenti sociali della Liguria si dichiara molto preoccupato a seguito dell’approvazione della manovra finanziaria da parte del Governo.

“Questa manovra – dichiara Cristina Lodi, presidente dell’ordine – attacca ancora una volta il già duramente colpito stato sociale. L’Istat in questi giorni ci dice che i poveri sono sempre di più in Italia, più di otto milioni, e che la popolazione per il 13,8% vive con una spesa inferiore mensile di 992,46 euro. E oggi assistiamo ancora a tagli su agevolazioni fiscali a favore dei nuclei con redditi medio bassi, su sanità e assistenza medica in termini di aumenti ticket, e su pensioni”.

“Le famiglie – prosegue – avranno sempre meno disponibilità economica che per un paese non è certo un segnale di benessere e sicuramente si assisterà ad un incremento di richieste di aiuto economico alla rete dei servizi pubblici già al collasso in questi ultimi sei mesi a seguito del taglio governativo sui trasferimenti regionali che sono a cascata venuti meno alle Province e ai Comuni”.

“Crediamo sia una manovra contro la famiglia – sottolinea Lodi -, contro il lavoro, contro i giovani. A subire una sforbiciata saranno anche le agevolazioni a favore del terzo settore e delle onlus, e questo aggrava ancora di più il bilancio complessivo sula rete a servizio dei cittadini. Come categoria professionale la nostra preoccupazione aumenta rispetto alle reali possibilità da parte dei servizi sociali di rispondere in maniera adeguata ai bisogni in crescendo dei cittadini a cui crediamo verranno sempre più negati diritti di assistenza a causa della mancanza di risorse in termini di assistenza economica e di offerta di servizi”.

“Come professione – conclude – continueremo a impegnarci alla ricerca di strategie di risposta ai bisogni anche se crediamo che sia stata ignorata la condizione di povertà assoluta in cui versano 3 milioni e 129 mila residenti in Italia, sempre secondo i nuovi dati Istat. Una manovra inaccettabile e indiscriminante”.