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Manovra, Cgil Genova: “La finanziaria del Governo penalizza i disabili”

Genova. “È ormai ampiamente dimostrato come, con l’ultima Legge Finanziaria, a fare le spese dei tagli sarà solo una parte del Paese. Si prospettano periodi durissimi per le fasce più deboli della società, facendo affidamento ancora una volta (fino a quando si potrà) sulla rete famigliare”. E’ quanto si legge in una nota del responsabile ufficio handicap Cgil, Giacomo Piombo, e di Patrizia Avellani, segreteria Camera del Lavoro.

“La manovra economica discrimina profondamente tutto il sistema sociale, riabilitativo, sanitario e in modo particolare le persone colpite da patologie gravi o croniche e costrette a essere assistite con continuità. Nelle strutture ospedaliere aumenteranno le rette a carico dei pazienti e nei casi estremi sarà richiesto un contributo anche ai parenti in proporzione al loro reddito. Le prospettive sono critiche, basta pensare all’assenza di strutture alternative diurne e residenziali per coloro i quali non possono contare sull’aiuto delle famiglie, con il pericolo di essere sistemati in strutture fatiscenti.
I tagli alla sanità pubblica, l’aumento dei ticket sulle visite specialistiche e il pagamento al pronto soccorso dei codici bianchi peseranno sulle spalle dei cittadini, penalizzando i redditi bassi e mettendo così a rischio la salute di chi ha risorse più limitate.

La scuola è divenuta una sorta di fattoria, dove i giovani sono ammassati in aule sovraffollate, composte da 34 fino a 38 alunni e molto spesso con più di 3 disabili per classe. Gli insegnanti – si legge ancora nella nota – di sostegno spesso sono costretti a sostituire quelli curriculari quando questi si ammalano. All’interno di questo quadro già preoccupante dobbiamo aggiungere il blocco degli stipendi fino al 2014, la pensione anticipata per i dirigenti scolastici e la diminuzione delle figure professionali specializzate con conseguenze immediate sul livello d’istruzione. Inoltre sarà messo in discussione l’importante lavoro svolto fino ad oggi dai Centri di Studio.

Se non si riuscirà a bloccare almeno una parte della Finanziaria a pagare saranno le fasce più deboli della società, mentre sembra che il Governo sia indifferente davanti ai problemi che riguardano la salute di tutti i cittadini. Di questo passo – conclude la nota – si va incontro a un futuro privo di una vera riforma dell’assistenza pubblica, con un livello di disoccupazione destinato a crescere e un modello d’istruzione sempre più degradante, solo per citare alcuni esempi”.