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Malesani: “Il Genoa è la mia rinascita, ci toglieremo delle soddisfazioni”

Genova. Sereno. Pacato. Tranquillo. Lo ammettiamo, l’Alberto Malesani che non ti aspetti. “Nel mio cammino il Genoa è la mia rinascita”. Le sue prime parole, il nuovo tecnico rossoblù ha presentato questa mattina alla città. “Ho passato un brutto periodo, ho avuto la forza di resistere, ora sono qua con una squadra come il Genoa, che ha un potenziale diverso rispetto a quelle che ho allenato nel passato recente”. Un potenziale che, secondo Malesani, ricalca le linee guida dettate dal presidente Enrico Preziosi, al suo fianco allo Sheraton Hotel. “Il presidente con me è stato chiaro, io trasmetterò le linee guida: il Genoa aspira alla parte sinistra della classifica, una sfida che mi rende felice e pieno di entusiasmo”.

Enrico Preziosi, lì a fianco, chioccia e mentore. Gli consiglia di non fare proclami né promesse, neanche le più piccole, perchè Genova è la città del mugugno, e qualsiasi risultato si ottenga comunque poi sarà contestato.

E Malesani ricambia a Preziosi la fiducia: “è stata la prima persona che ha creduto in me – ha detto Malesani – altre società mi avevano contattato, ma a me piace il rapporto diretto, e dopo la chiacchierata con Preziosi nella mia testa la decisione era già presa. L’allenatore deve andare dove sente fiducia. In questo mondo ci sono tanti agenti e ambasciatori, ma la fiducia resta essenziale”.

Per quanto riguarda il “campo”, Malesani qualche idea nuova ce l’ha. “A volte si va seguendo le mode, le idee non hanno età”. Il gruppo “non è ancora definitivo, ma le linee guida sono ormai precise e per me questo è un vantaggio” ha spiegato poi il nuovo allenatore. “Quella del ritiro sarà una fase anche per conscere meglio la rosa. Poi ci daremo un appuntamento per fare il punto. Ma siamo sulla buona strada, la società ha lavorato bene”.

Più volte il tecnico ha dichiarato un forte entusiasmo per Genova e per il Genoa “una piazza che grazie al presidente, ha ridato gioie un po’ sopite”. Uno stadio “di quelli in cui ogni allentatore non vede l’ora di giocare e un tifo incredibile. Ora tocca a noi impegnarci per far si che l’entusiasmo continui”.

L’ultima battuta sul gioco: “Preferisco dare più importanza ai concetti che al sistema di gioco – ha concluso Malesani – è compito dell’allenatore insegnare a giocare in qualsiasi maniera”.

Il Malesani che non ti aspetti, davvero. Potevamo immaginarlo più populista, più alla ricerca dei favori del pubblico (ma forse qualcuno lo ha avvertito che ai tifosi del Genoa non piace molto la piaggeria). Invece, pacato e deciso. La chiave di volta è proprio quel contratto che ha accettato e allo stesso tempo proposto a Preziosi. Un anno di tempo e sufficiente, alla fine si faranno i conti: se è andata bene rimane, se è andata male se ne andrà, probabimente come è arrivato: sereno, pacato, maturo.