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La rete si ribella al “genovese” di Neri Marcorè

neri marcorè

Genova. Partiamo dal presupposto che tutti noi, indistintamente, crediamo di sapere imitare l’accento toscano. Basta aspirare un h. Proseguiamo con il dire che, spostandoci di qualche km e uscendo dai confini della nostra Genova, ogni volta che qualcuno ci fa notare il nostro marcato accento genovese, trasecoliamo e con fermezza affermiamo che: “No, è impossibile, è talmente lieve”. Concludiamo col dire che invece, quando ce ne stiamo chiusi tra le nostre quattro mura, sappiamo anche distinguere uno di Prà da uno di via Donghi: tra i due accenti c’è un abisso, sosteniamo.

Premesso tutto questo, la presunta imitazione dell’accento genovese fatta da Neri Marcorè negli spot della Tim è qualcosa di inascoltabile. Inutile negarlo. Lo hanno pensato in molti. Qualcuno, dal 20 luglio, ha deciso di urlarlo ai quattro venti della rete, utilizzando la solita vetrina di Facebook. E’ nato infatti un gruppo che in pochi giorni sta veleggiando verso i 550 contatti e che appunto ha deciso di chiamarsi: “Insegnamo il genovese a Neri Marcorè”.

I commenti, ironici, divertenti, sprezzanti, si sprecano. “fà angùscia………chi ù ghà mustroù a parlà cuscì deve andà a poggià ù cù inxìmma a dexene di articiocche d’ Albenga”. “Inascoltabile e irritante !! Stavo solo aspettando che qualcuno aprisse questo gruppo !!”. E ancora, “E’ piu’ falso del pesto della buitoni”, riecheggiando, questa volta, una straodinaria parodia che circola in rete fatta su una sequenza del film dei fratelli Coen “Non è un paese per vecchi” (basta cercare sul social network “non è un paese per turisti”).

Insomma, soprattutto i comici genovesi hanno dimostrato di esser auto-ironici (si pensi alla parodie dell’arenzanese Enrique Balbotin), però, l’accento deve essere quello “made in Genoa”. Comunque, le critiche sono ben accolte, soprattutto quando così divertenti … l’importante e che dietro non si nasconda la nostalgia di Belen Rodriguez (… belin!).

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