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La “droga dello stupro” arriva in Liguria: cinque arresti tra Genova e Savona

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Genova. La “droga dello stupro” è arrivata anche in Liguria. E, ora dopo ora, il giro d’affari e il numero di persone coinvolte, appaiono sempre più importanti. Sono in corso in queste ore – come ormai da circa due giorni – una serie di controlli nella nostra regione, a seguito dell’operazione partita dal Nucleo provinciale della Guardia di Finanza di Milano e che si è presto estesa ad altre zone d’Italia, comprese quelle a noi vicine.

Cinque gli arresti fino a questo momento nel Genovese e nel Savonese messi a segno dal Gruppo Operativo Antidroga delle Fiamme Gialle del capoluogo ligure. In particolare, in provincia di Savona, le manette sarebbero scattate per due quarantenni. A Genova le bocche sono comunque cucite dal momento che si tratta di un’operazione in divenire e molto delicata: il colonnello Luciano Tripodero si limita a dire che la partita non è finita.

A Milano è scattato tutto nello scorso mese di aprile quando, dopo un pericoloso inseguimento, i finanzieri hanno fermato un uomo con 500 ml di gbl (la cosiddetta “droga dello stupro”, appunto), e hanno dato il via a una complessa attività investigativa scoprendo che il capoluogo lombardo rappresenta la tappa di ingenti quantitativi di ecstasy liquido pronti a essere riversati sull’intero territorio nazionale.

I finanzieri hanno intercettato 50 spedizioni che, con la collaborazione della guardia di finanza di Roma, Firenze, Trieste, Bologna, Genova, Pisa, Padova, Verona, Piacenza, Venezia, Reggio Emilia e Agrigento, si sono concretizzate nel sequestro di 45 litri (pari a 91.000 dosi) di sostanza stupefacente tipo gbl e con la denuncia di 37 persone, di cui 25 in stato di arresto. La droga dello stupro, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa un milione di euro. Si parla di ‘droga dello stupro’ proprio dalla facilità con cui può essere somministrata senza che la vittima se ne accorga. Solitamente viene diluita nelle bevande per poi approfittare del momentaneo indebolimento e perdita dei freni inibitori della donna presa di mira.

Per quanto concerne il ramo milanese, il tenente colonnello Massimo Manucci del Nucleo Provinciale della Guardia di Finanza milanese ha parlato di un “giro spaventoso”, anche perché coinvolge ragazzi normali e insospettabili.