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In Liguria carrello più “leggero”: 445 euro al mese la spesa media

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Liguria. La Liguria è la settima regione italiana dove la busta della spesa è più “leggera”. I liguri cioè spendono meno di altri per imbandire la tavola, secondo un trend fotografato dal Coldiretti per cui scendendo da nord a sud la busta della spesa degli italiani si fa più pesante.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al 2010, dalla quale si evidenzia che le famiglie campane si posizionano al top della spesa alimentare con 521 euro al mese per il solo acquisto di alimenti e bevande mentre agli abitanti del Trentino Alto Adige che con 384 euro al mese fanno segnare il valore piu’ basso a livello nazionale. L’Italia a tavola, sostiene la Coldiretti, è profondamente divisa con notevoli differenze a livello regionale e se gli acquisti di alimentari e bevande nel Mezzogiorno d’Italia sono la prima voce e assorbono oltre un quarto della spesa complessiva, nel resto d’Italia sono sorpassati dall’abitazione. Una differenza che riflette un diverso stile di vita e il diverso ruolo che svolge l’alimentazione nella vita quotidiana dei cittadini ma anche una diversa struttura delle famiglie.

In media gli italiani hanno destinato nel 2010 ben il 19% delle proprie risorse per gli acquisti alimentari con una spesa media mensile per famiglia di 467 euro al mese, in aumento dell’1,3% rispetto allo scorso anno. In media, sostiene la confederazione agricola, la maggiore percentuale della spesa è destinata all’acquisto nell’ordine di carne, frutta e ortaggi, pane e pasta, latte e formaggi, bevande, pesce, zucchero e caffè.

La situazione varia tuttavia notevolmente da Nord a Sud nelle diverse regioni, dall’importo minimo di 384 euro al mese in Trentino Alto Adige, ai 392 in Valle d’Aosta, 421 in Sardegna, 423 in Basilicata, 432 in Sicilia, 438 in Friuli Venezia Giulia, 445 in Liguria, 447 in Emilia Romagna, 460 in Toscana, 461 in Calabria, 463 in Veneto, 470 in Molise, 472 nelle Marche, 475 in Lombardia e in Piemonte, 477 in Puglia e nel Lazio, 494 in Umbria, fino ai 503 dell’Abruzzo e ai 521 della Campania.

Se si considerano invece gli aggregati regionali in assoluto sono le regioni del centro che spendono di più in cibo con un importo mensile di 472 euro per famiglia superiore a quello delle famiglie del sud (471 euro al mese) e a quello del nord (461 euro al mese). Da notare però che nel 2010 – mentre tra le famiglie del Nord e del Centro la quota di spesa per alimentari e bevande rimane pressoché costante (si passa dal 16,4 al 16,5% nel Nord e dal 18,7 al 18,6% nel Centro) – nel Mezzogiorno aumenta, arrivando a rappresentare un quarto della spesa totale (dal 24,4% al 25). Tra le famiglie meridionali, conclude la Coldiretti, aumenta la quota di spesa per patate, frutta e ortaggi, pesce, pane e cereali; la spesa per carne si conferma la più alta, attestandosi a 108 euro mensili.