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Genova, Paladini (Idv) querela Besana: questa non è una bega di quartiere foto

Genova. Sarebbe dovuto essere un giorno importante, forse speciale, quello di oggi per Carlo Besana, presidente del Consorzio Pianacci, candidato alle ultime regionali nella lista di Claudio Burlando. Una campagna elettorale che impostò all’insegna del: “Con me si candida un intero quartiere”. Il Cep di Prà, appunto, con il suo disagio, con il suo isolamento, con la sua isola felice che è appunto il Consorzio Pianacci.
Stasera alla Pianacci suona Vittorio De Scalzi dei New Trolls, un regalo che la Pianacci è riuscita a fare al quartiere e che Besana un po’ sentiva di essersi fatto da solo.

Quando tutto sembrava rimodularsi sulla consueta routine dopo qualche tempo da quella intensa campagna elettorale tramite cui Besana non conquistò il Consiglio regionale, arrivò quello che molti osservatori distratti (tra i quali ci si mette anche chi scrive) considerarono un fulmine a ciel sereno: una denuncia per il disturbo della pubblica quiete derivante proprio dalle attività organizzate dal Consorzio Pianacci. Le serate musicali hanno un volume troppo alto per gli abitanti della zona, questo il motivo della denuncia.

Stupore, riflettori dei media accesi su questa realtà del Cep, con l’interesse anche di quotidiani nazionali che cercano di spiegare questo fenomeno peculiare e particolare, questa rinascita di un quartiere popolare dovuto anche alle attività del Consorzio Pianacci. Eppure, arrivò una denuncia per disturbo della quiete pubblica, con tutto ciò che ne consegue, per esempio i vigili sistematicamente alle porte della Pianacci qualche ora prima di ogni evento e anche quella licenza scaduta il 30 giugno e che solo all’ultimo secondo è stata promulgata fino al 31 dicembre.

“Ancora qualche giorno fa sono arrivati”, ci dice Besana: “Volevano chiudere l’area sportiva”.

Difficile per chi sostiene Besana, per chi da anni segue il suo lavoro, non fare due più due: Besana, senza infingimenti aveva indicato il gruppo genovese dell’Italia dei Valori, cui non era stata concessa la tensostruttura per la convention della campagna elettorale, come l’artefice di questa campagna. Una bega politica strana, se fosse dimostrata, che forse è cominciata proprio quando Besana accettò la candidatura con Burlando, quando i più pensavano potessi legarsi al simbolo dell’Idv.

Questa ricostruzione non è mai stata nascosta da Besana che adesso si ritrova querelato da Paladini, proprio colui che aveva indicato come manovratore della prima denuncia.

La posizione del parlamentare Idv Paladini è chiara: si dice estraneo alla denuncia per disturbo della quiete pubblica, sostiene che quello della tensostruttura della Pianacci è un caso gonfiato e si ritiene tanto offeso dalle parole di Besana da arrivare a querelarlo.

Besana ora chiede un chiarimento politico che coinvolga anche il Presidente della Regione Claudio Burlando, oltre a Antonio Di Pietro. Stavolta, come invece era accaduto qualche mese fa, Besana dalla sua pagina facebook non si espone troppo. Posta solo gli articoli che lo riguardano e che ricostruiscono gli eventi.

Anche al nostro taccuino non ha aggiunto molto di più di quello che ha già detto in lungo e in largo: la denuncia e questa querela sono legate e dimostrano la distanza tra Paladini e Besana. Anche la questione della delega per la gestione della Pianacci, con la coincidenza di un assessore allo sport, Stefano Anzalone, espressione dell’Idv, non può che alimentare i sospetti.

A questo punto bisogna capire chi interverrà e in che modo. In questo caso, però, non bisogna liquidareil tutto  come una bega “tafazziana” interna al centrosinsitra, sembra infatti esserci qualcosa di più e di diverso. Da questo, oltre alla vita e alla carriera di Besana, potrebbe dipendere anche il destino di un quartiere che stava incominciando nuovamente a vivere.