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Genova, operazione “Bulldozer”: sgominato traffico di mezzi pesanti

Genova. La guardia di finanza genovese ha scoperto un enorme traffico illecito di mezzi pesanti. Il nome attribuito all’operazione, “Bulldozer”, è tutt’altro che casuale, visto che sono stati sequestrati ben dieci mezzi, tra i quali enormi escavatori, gru, betoniere e rulli per asfaltare il manto stradale.

L’operazione è scaturita dall’attenta attività di monitoraggio effettuata quotidianamente sulle esportazioni di veicoli e di automezzi che transitano nel porto di Genova e l’attività investigativa hanno permesso di ricostruire nei dettagli il complesso meccanismo messo in atto dall’organizzazione. Le società coinvolte, tutte operanti nel settore dei trasporti e della movimentazione terra, acquistavano, ricorrendo a contratti di leasing, costosi mezzi pesanti.

In alcuni casi i compratori si avvalevano delle agevolazioni previste dalla “Legge Sabatini”, che permette proprio alle piccole-medie imprese di usufruire di prestiti a condizioni privilegiate per l’acquisto di beni strumentali, purché gli stessi non siano in alcun modo alienati.

Tuttavia, dopo pochi mesi di regolari pagamenti, cessavano di versare i canoni di locazione; quindi, all’insaputa delle società finanziarie, si appropriavano indebitamente dei mezzi che provvedevano poi a cedere a soggetti esteri, ovviamente a prezzi sensibilmente inferiori a quelli di mercato.

Per eludere i controlli di frontiera all’atto dell’esportazione, i malfattori ricorrevano a falsa documentazione attestante la proprietà ed alteravano inoltre i numeri impressi sui telai e qualsiasi altro segno identificativo.Infine, ad esportazione avvenuta, erano sporte fittizie denunce di furto.

Per consentire agli acquirenti esteri di valutare direttamente lo stato dei mezzi, l’organizzazione aveva predisposto un vero e proprio “showroom” all’interno di un hangar. Le indagini hanno permesso di riscontrare che, in una circostanza, un acquirente, dopo averli visionati uno ad uno, aveva proceduto all’acquisto in blocco di ben dieci escavatori, al prezzo di 250.000 euro, a fronte di un valore di mercato superiore ad 1.000.000 di euro.

Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, sono durate più di un anno ed hanno consentito, oltre al sequestro di dieci mezzi industriali di illecita provenienza, la denuncia a piede libero di 9 soggetti: appropriazione indebita, ricettazione e falso in atto pubblico i reati contestati.