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Genova, container radioattivo: Merlo:”Una situazione indegna per un paese civile”

Genova. Il triste anniversario vissuto fianco a fianco con un container radioattivo e che Prà sta accingendosi a ricordare, sta finalmente attraendo l’attenzione di molti: dall’intervento di Arcadio Nacini pochi giorni fa in consiglio comunale, fino alla interrogazione parlamentare di questa mattina di Mario Tullo.

Anche Luigi Merlo, presidente dell’Autorità Portuale di Genova, ha voluto manifestare la sua preoccupazione: “Questo è un danno enorme per il nostro porto. E’ una situazione paradossale, non degna di un Paese civile e vorrei accertare se ci siano state responsabilità sui ritardi nella bonifica”.

“E’ una situazione – ha continuato – che poteva essere risolta nel giro di pochi giorni invece si è intrapreso un percorso burocratico che ha escluso dal primo momento l’Autorità portuale. E questo secondo me è stato un errore clamoroso. Questa vicenda ha provocato un danno enorme perché nel momento di crescita dei traffici non avere la disponibilità del VI modulo ha determinato un effetto domino molto pesante. Mi auguro che si sia arrivati alla fine, ma vorrei accertare se ci siano state responsabilità sui ritardi e che questa cosa non si ripetesse”.

“Visto che siamo un porto serio. che i controlli li fa, non escludo – rincara la dose Merlo – che prima o poi si possa rinvenire un altro container radioattivo. Se ciò avvenisse a Sampierdarena, cosa faremmo? Si paralizzerebbe il porto? questo non è possibile. Vanno individuate procedure di filiera attraverso le quali si possa rimuovere immediatamente il container e le operazioni di bonifica possono essere eseguite in altri siti che non siano quelli operativi portuali come avviene in ogni parte del mondo”.

“Se il container sarà ancora lì”, ha detto Merlo “il 14 scenderò in piazza a fianco dei cittadini e del Ponente. Ma mi auguro che sia rimosso prima”.

Dunque preoccupazione, arrabbiatura e volontà di stare a fianco dei cittadini, del porto e della sua crescita.