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Genova, carcere di Marassi: scoperta distilleria in cella

Genova. “Ieri pomeriggio la polizia penitenziaria di Genova Marassi, attraverso un’ operazione di prevenzione, ha smantellato in una cella una vera e propria distilleria dedita alla produzione di grappa artigianale”. Lo comunica il segretario generale della Uilpa Penitenziari, Eugenio Sarno, che fornisce ulteriori dettagli sull’operazione effettuata dai baschi blu.

“Alcuni detenuti di origine romena, collocati in una cella della seconda sezione ( detenuti con condanne definitive), avevano impiantato una vera e propria distilleria per la produzione di alcool, ricavato attraverso la fermentazione di frutta. Un sistema quello escogitato dai detenuti estremamente pericoloso, ma alquanto redditizio. La necessaria corrente elettrica, infatti, era assicurata attraverso una derivazione di fili elettrici dalla plafoniera del bagno, mentre gli alambicchi e quant’altro servisse alla produzione delle sostanze alcoliche erano stati ricavati dagli oggetti di uso comune (bottiglie in vetro e plastica, pentolini, ecc.) . Durante l’operazione sono stati sequestrati ben tre secchi di bevanda superalcolica prodotta artigianalmente in cella. L’operazione si è resa necessaria – sottolinea Eugenio Sarno – dopo che la settimana scorsa alcuni detenuti di origine sud-americana, allocati nella stessa sezione dei romeni, erano stati rinvenuti completamente ubriachi, tanto che gli stessi non esitarono ad aggredire e ferire un ispettore e due sovrintendenti della polizia penitenziaria che avevano chiesto chiarimenti”.

Per la Uilpa Penitenziari la scoperta della distilleria clandestina in cella è un ulteriore sintomo delle difficoltà operative che investono il carcere genovese. “E’ del tutto evidente che il superaffollamento di Marassi (presenti circa 800 detenuti a fronte di una capienza massima di 435), coniugato alle croniche e gravi deficienze degli organici, determina anche queste conseguenze. Nella sola seconda sezione sono presenti circa trecento detenuti e con le attuali disponibilità di agenti penitenziari è praticamente impossibile procedere ai controlli e alle ispezioni previste. D’altro canto i nostri allarmi sulle effettive condizioni operative e strutturali di Marassi sono puntualmente cadute nel vuoto. Non c’è quindi da sorprendersi per quanto avvenuto nel carcere del capoluogo ligure – conclude il segretario – . Questo e molto altro potrebbe ancora capitare se chi governa, ai vari livelli, l’universo carcere non decide di mettere mano seriamente ed in profondità ad un sistema sempre più avviato verso la completa implosione e la più deflagrante delle esplosioni.