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Genova, blitz della Finanza: maxi frode nella gestione di supermercati, quattro denunce

Genova. Quattro le persone denunciate al termine di un’indagine durata due anni nei confronti di due società che gestivano cinque supermercati in tutta la provincia, da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Genova, coordinati dalla locale Procura della Repubblica. I reati contestati sono: bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, per un valore complessivo di 3.700.000 euro, bancarotta fraudolenta impropria, per un valore di 2.650.000 euro, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio.

Le Fiamme Gialle, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, hanno, inoltre sequestrato immobili a Genova ed in provincia di Trento, conti correnti bancari, cassette di sicurezza, quote societarie, 2 bar, oltre che un potente motoscafo con 8 posti letto, ormeggiato a Sestri Levante, e numerose cambiali pronte per essere incassate.

I soggetti, già noti al Fisco ed all’Inps, al culmine di una aggressiva politica espansionistica che aveva portato all’acquisire di cinque supermercati e all’accumulo di un cospicuo patrimonio, smettevano di pagare i loro fornitori, accumulando, così, in soli pochi mesi, a cavallo dell’estate del 2009, illeciti profitti per oltre 2 milioni di euro.

Il sistema di frode ideato era tanto semplice quanto efficace e consisteva nella spregiudicata gestione della cassa, per cui, giornalmente, gli incassi dei cinque punti vendita, anziché essere versati in banca, erano letteralmente portati “a casa”.

Il sistematico “drenaggio” del patrimonio ha condotto le società all’insolvenza, divenuta irreversibile con l’inevitabile fallimento e la chiusura temporanea dei 5 punti vendita facendo, così, sprofondare nel dramma la situazione personale delle famiglie dei 47 dipendenti.

I soggetti incriminati, tuttavia, sono riusciti, nel corso negli anni, a far sì che le società operassero senza problemi grazie ai sistematici ritocchi dei libri contabili, fatti in modo tale che apparisse sempre una florida situazione di bilancio in pareggio: inganni a volte tanto ingegnosi quanto ingenui. Basti pensare, ad esempio, che i fornitori venivano registrati come debitori (anziché come creditori) e, naturalmente, la cassa contabile non coincideva con quella reale, che invece aveva ammanchi per oltre 1 milione e 400 mila euro.