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Genova: aggredito e derubato con una katana dopo aver fatto “pace” con due rumeni

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Genova. Nelle prime ore della mattinata il nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Portoria ha arrestato due cittadini rumeni per una rapina commessa ai danni di un 48enne italiano.
Era la sera del 26 giugno quando A.C., assistente domiciliare, residente nel ponente cittadino, iniziò a discutere con due rumeni in via Turati.

Il litigio finiva davanti ad una bottiglia di whisky con i tre diventati quasi “amici”, tanto che insieme decisero di andare a fare l’ultimo brindisi della sera a casa degli stranieri. Una volta all’interno dell’appartamento in vico della Luna, la situazione però è degenerata e il malcapitato è stato così aggredito con calci e pugni e minacciato alla gola con una “Katana”, tipica spada giapponese da combattimento, costringendo l’italiano a consegnare il portafogli ed una fede d’oro del padre scomparso.

La serata dell’assistente domiciliare è finita al Pronto Soccorso del “Galliera”, dove i sanitari riscontravano contusioni multiple, giudicate guaribili in 5 giorni. La denuncia presso la Stazione dei carabinieri di Ge-Maddalena ha dato il via alle indagini, ma l’uomo non è riuscito a fornire molte indicazioni utili per il rintraccio dell’appartamento, che secondo il suo ricordo, si trovava nel dedalo di vicoli del centro cittadino. Gli accertamenti si indirizzavano quindi sui frequentatori del locale dove i tre si erano incontrati.

Grazie ai numerosi controlli effettuati fuori e dentro il locale, i carabinieri hanno individuato due soggetti corrispondenti alla descrizione. Ipotesi investigativa vincente, confermata dalla perquisizione domiciliare in cui è stata ritrovata anche la spada. Con questi elementi i carabinieri hanno fornito alla Procura gli elementi utili per richiedere al Gip le ordinanze a carico di Vasile Murariu, 29 anni e Paul Petrache, 22 anni, rumeni, con precedenti specifici.
Attualmente i due si trovano presso il carcere di Marassi. Nelle prossime ore verranno interrogati dal Gip.