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Farmacie comunali Genova, Ribaldone: “Nessun segnale di vendita” foto

Genova. “Credo rientri nella volontà dell’Amministrazione comunale dismettere realtà patrimoniali, ma non le farmacie, fonte di servizio per i cittadini”. Sulla ventilata ipotesi di vendere le farmacie pubbliche per tappare il buco della mancata cessione delle quote Amiu, dopo l’esito del referendum, il presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Genova, Felice Ribaldone, non ha avuto né avvisaglie né indicazioni. Neppure i sindacati hanno avuto convocazioni in merito da parte di Tursi.

“Lo stesso direttore delle Farmacie Comunali – spiega Ribaldone – che ho sentito pochi giorni fa mi confermava come al momento non vi fosse alcuna novità a riguardo. Già in passato era stata paventata questa soluzione, ma non certo per quest’anno”. Risale a quasi quattro mesi fa l’ultimo sciopero dei dipendenti delle Farmacie Genovesi, Spa pubblica in attivo, per chiedere progettualità e risposte concrete al Comune di Genova. In occasione di quel presidio, davanti a palazzo Tursi, lo stesso assessore comunale al Bilancio, Miceli, aveva tranquillizzato i lavoratori. Ma i sindacati sorpresi in questi giorni dal rilancio a mezzo stampa di un’ipotetica vendita, hanno già presentato richiesta per un ulteriore e “urgente” incontro chiarificatore con l’assessore su cui si attende ancora risposta.

“Se la vendita dovesse mai diventare operativa – conferma lo stesso presidente Ribaldone – l’Ordine sarà attento alle ricadute che un’operazione del genere avrà sul servizio e sui colleghi, tenendosi in contatto con i sindacati e con l’amministrazione”.