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Emergenza cinghiali in città, Perfigli: “Guardie volontarie perseguano chi li nutre”

Genova. Era “doveroso eliminare il pericolo causato da otto cinghiali che pellegrinavano da tempo tra corso Carbonara e corso Dogali, nel centro di Genova” ha detto in Consiglio Provinciale l’assessore Piero Fossati rispondendo a una richiesta di informazioni di Angelo Spanò dei Verdi sugli abbattimenti effettuati dalla Polizia
Provinciale il 1 luglio scorso nelle vicinanze di corso Carbonara.

Spanò, riconoscendo che “l’emergenza cinghiali esiste da tempo” ha contestato però “che ci siano norme che impongano l’abbattimento sul posto dei capi catturati, mentre è certamente vietato liberare sul territorio questi ungulati a scopi venatori. Bisogna inoltre prendere atto che non sono solo ‘sprovveduti animalisti’ a cibare questi animali che si nutrono anche dai sacchetti dei rifiuti abbandonati fuori dai contenitori e ho più di un sospetto che a foraggiarli siano anche i cacciatori.”

L’operazione di venerdì scorso ha detto Fossati “si è svolta nella massima sicurezza e legalità, coordinata personalmente da me, in accordo con Prefettura e Questura e in piena collaborazione tra Polizia Provinciale e Municipale di Genova”. Se la legge regionale vieta di liberare i cinghiali catturati sul territorio, quella
nazionale sulla caccia, la 157, vieta di detenere questi ungulati dopo la cattura, ricorda la Polizia Provinciale e quindi non c’era altra soluzione oltre a quella adottata.

“Quello dei cinghiali è un problema molto serio – ha detto Piero Fossati – da capire bene evitando ogni eccesso e strumentalizzazione e tutti, ambientalisti, animalisti, cacciatori e Provincia devono concordarne insieme le soluzioni, nel rispetto dei ruoli, delle leggi, dei regolamenti e delle ordinanze che vietano di alimentare i cinghiali. Siamo disponibili ad accogliere ogni proposta utile e per questo mi attiverò per organizzare un incontro con la Prefettura, il Comune, le associazioni animaliste sul come vogliamo provvedere. Non fa piacere a nessuno svolgere operazioni come quelle di venerdì scorso, ma se il contingente di cinghiali, specie cacciabile, da abbattere nella prossima stagione venatoria è di 9.000 capi,
significa che il problema è molto ampio e altrettanto serio sul territorio. Le guardie volontarie delle associazioni ambientaliste e animaliste si prendano a cuore anche chi continua a nutrire i cinghiali e perseguano, ne hanno facoltà come polizia amministrativa, queste persone che mantenendo i grossi ungulati vicino alle case creano disagi e rischi per tutta la comunità.”

Spanò ha ribadito “per porre un freno alla proliferazione dei cinghiali bisogna togliere la spazzatura dalle strade” e ha annunciato un documento consiliare in cui chiederà di elevare a 500 euro la sanzione per chi alimenta i cinghiali.