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Decennale G8: Genova e il vizio della memoria

Genova. Sarà il caldo, come quei giorni là. Sarà la calma apparente e l’asfalto che brucia. Sarà perché tutti, da troppi lati, aspettano risposte e tutte le risposte che sono state fornite, ovunque, sono farraginose. Precarie. Frammentate.

Sarà perché Genova è una città che ha il vizio di non aprirsi mai al futuro, ma ha anche il vizio di coltivare la memoria, come direbbe Gherardo Colombo.

Saranno tutti questi motivi, forse, ma la febbre (ci permettiamo di usare un brutto termine che spesso circola nei media) in questi giorni del ricordo del decennale del G8 è sempre più alta.

Intendiamoci: di ricordare il G8, inseguirlo, raccontarlo, cercarlo di capire, questa città non ha mai smesso. Dal meraviglioso libro su Bolzaneto di Massimo Calandri agli applausi a Don Gallo ogni volta che lo evoca nei suoi incontri pubblici, dagli sforzi dei Giuliani alle aperture (poche e circoscritte) delle forze dell’ordine. I manifestanti. Mai.

Ieri questo rinnovo della memoria nel genovese ha trovato collocazione nella settimana dei diritti (e come non poteva mancare), con la presentazione del libro “Cittadinanza ferita e trauma psicopolitico” scritto da Adriano Zamperini e Marialuisa Menegatto: una ricerca sugli effetti sui manifestanti di quei giorni. Il libro sarà discusso nuovamente il 21 luglio, a Palazzo Ducale, alle ore 18.

Ricordiamo, sommariamente, con l’aiuto della ricostruzione dell’Ansa, la cronaca di quei giorni: il 19 luglio sfila, pacificamente, il primo corteo degli anti global e dei migranti: 50 mila persone, una festa. Il 20 luglio tutto cambia. E’ venerdì: Berlusconi riceve a Palazzo Ducale i leader del G8. In contemporanea iniziano gli incidenti. Dentro la cittadella blindata i Grandi parlano di economia mentre fuori é il caos.

I militanti del Genoa social forum marciano verso la zona rossa lungo strade devastate dal passaggio dei Black bloc. La tensione é alta, la situazione fuori controllo.

Via Tolemaide. Carabinieri e polizia attaccano il fronte del corteo. I ragazzi rispondono lanciando sassi e facendo piccole barricate con i bidoni per la raccolta differenziata. Tra loro c’é Carlo Giuliani. Sarà ucciso alle 17:27.

Il 21 torna la guerriglia. Nella notte la polizia fa irruzione nella scuola Diaz dove dormono alcuni manifestanti. Il blitz trasforma la scuola in una ‘macelleria messicana’. Un massacro. Molti ragazzi sottoposti a fermo saranno portati alla caserma di Bolzaneto, dove è istituito un centro di prima detenzione e dove si verificheranno episodi di vera e propria tortura psicologica e fisica.

La città di Genova si prenderà un mese intero, ancora, a distanza di dieci anni per dibattere e ricordare. Ancora, ricordare.

Seminari, tavole rotonde, dibattiti ma anche mostre, film e concerti, recital e infine manifestazioni e cortei. Un programma complesso che ha preso il via alla fine di giugno e si concluderà il 24 luglio. Tra le iniziative più importanti, oltre al concerto di Lolli e Moni Ovadia e la tavola rotonda sulla cooperazione con Emergency, Libera e Freedom Flotilla, la mostra ‘Cassandra’ al Sottoporticato del Ducale che percorrerà tutto il mese delle iniziative per ricordare, fotograficamente. Giornata clou il 20 luglio. In piazza Alimonda è prevista una serie di iniziative organizzate dal Comitato piazza Carlo Giuliani che prenderanno il via alle 15 per concludersi alle 19.30.

Il 21 luglio, tra le decine di iniziative, il ‘Seminario scuola promosso dai Cobas con la partecipazione di Piero Bernocchi nell’aula magna di Scienze della formazione (ore 16). Poco dopo nella Sala del minor consiglio il Forum ambientalista presenta il rapporto sui diritti globali 2011. E’ prevista la partecipazione tra gi altri di don Luigi Ciotti, Maurizio Gubbiotti, Vittorio Agnoletto. Le manifestazioni si concluderanno domenica 24 luglio con una iniziativa collettiva del movimento alteromondista.