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Cronaca

Decennale G8, arrivati i primi manifestanti: clima tranquillo, solo i No Tav “sperano il peggio”

Genova. “Speriamo che succeda qualcosa a Genova”. E’ una delle voci che animeranno oggi pomeriggio il variegato corteo per il decennale del G8. “La Val di Susa – spiega il membro del collettivo comunista piemontese e attivista No Tav – è una storia a carattere nazionale, che va dall’inceneritore, al ponte di Messina”. Proprio dalla Val di Susa è previsto l’arrivo a Genova di almeno un pullman di No Tav anche se “la gente dopo quello che è successo ieri sera sarà molto impegnata su in valle”.

Come dieci anni fa, le anime della manifestazione sono diverse anche all’interno degli stessi movimenti e associazioni. “Ci aspettiamo serenità e tranquillità – controreplica un torinese – Siamo qua per ricordare quello che successe dieci anni fa e per chiedere che i responsabili di quella che fu una macelleria ne rispondano nelle sedi dovute”. Quanto alla preoccupazione per eventuali scontri “Solito clima per tenere lontani dalle grandi manifestazioni, ci siamo abituati, non ci spaventiamo”.

Da Torino a Bergamo, passando per la Toscana, a Sampierdarena sono già arrivate un centinaio di persone in attesa della partenza ufficiale della manifestazione prevista per le 16 con le piazze tematiche e alle 17 con il corteo in movimento verso Piazza Caricamento.

“Siamo tornati a Genova per far riportare all’attenzione dell’opinione pubblica le rivendicazioni di 10 anni fa: pace, diritti sociali, e lavoro” commenta un manifestante di Bergamo.

“Era giusto esserci dieci anni fa, così come è giusto esserci oggi – gli fa eco un altro bergamasco dei comitati referendari – chiediamo le stesse cose, ad esempio la liberalizzazione dell’acqua, già caldeggiata nel 2001. Speriamo che oggi sia una grande festa e ci sia tanta gente”.

“Genova città aperta”, la definisce un manifestante venuto dalla Toscana. “Il G8 è ancora nella nostra memoria, quel movimento è stato ferito ma non abbattuto, genova è città aperta. E se su quei giorni è stata fatta chiarezza, ma non si è cercata vera giustizia, è necessario farlo oggi, ribadendo che nel 2011 la crisi è la loro, mentre la nostra è una risposta, un altro modo di fare economia”.

Da una parte Sampierdarena già “assediata” dai manifestanti, con i negozi chiusi per la paura di disordini, anche se con qualche eccezione “se ce la facciamo restiamo aperti – spiega l’edicolante di piazza Montano – dovrebbe essere una manifestazione pacifista, speriamo bene”, dall’altra invece l’altra faccia della città con le vie del centro invase dai turisti e dagli ultimi amanti dello shopping a caccia di saldi.