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Cronaca

Decennale del G8, il Coisp (sindacato di polizia) vuole dialogo e confronto

Matteo Bianchi - Coisp

Genova. Chissà se il G8 finirà mai e chissà se è giusto farlo finire. Quest’anno la parte della polizia di stato rappresentata dal Coisp (il Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia) vuole mettersi in gioco con forza, entrare a far parte di coloro che stanno scrivendo la storia di quei giorni. Il Coisp lo farà con un dibattito e un incontro proprio il 20 luglio all’Hotel Sheraton di Sestri, zona aeroporto.

Matteo Bianchi segretario generale Coisp ci spiega: “Sono stati 10 anni di polemiche continue, a volte anche gratuite, siamo qui per vedere un G8 a 360 gradi, dare voce e spazio a tutti perché ci sembra la cosa più importante”, una richiesta d’apertura alle voci anche della polizia, di chi era sul campo in quei giorni e non vuole più essere considerato un nemico.

“Ogni anno a luglio, dal 2001, le forze dell’ordine subiscono attacchi da parte delle forze di associazioni, sindacati, eccetera. Noi crediamo fortemente che il dialogo sia la cosa migliore per togliere 10 anni di ruggini che ci sono tra una parte e l’altra e le forze di polizia”.

Una richiesta di dialogo cui continua a essere replicata la richiesta di spiegazione proprio sui quei tre eventi.

Un’ultima battuta è dedicata ai processi in corso: “Manca ancora il terzo grado di giudizio: chi ha sbagliato deve pagare, non si può pensare al G8 solo per questi tre eventi, comprese le devastazioni che hanno portato a milioni di danni per la città”.

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