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Container radioattivo: il Municipio Ponente in seduta pubblica davanti alla Prefettura

Genova. Mancano sette giorni e poi il container radioattivo “compirà” un anno di permanenza nel porto di Genova, sequestrato e poi isolato, dall’ormai lontano 14 luglio 2010, sulla banchina del sesto modulo di Genova Prà. Negli ultimi dodici mesi sono sfilate proteste, proclami e promesse, ma la vicenda del container contenente Cobalto 60 è rimasta insoluta.

Nonostante le rassicurazioni sul fronte sicurezza, comitati, associazioni, istituzioni e cittadini hanno fatto fronte comune programmando, in vista della ricorrenza, una serie di iniziative pubbliche per sensibilizzare e ricordare che la storia del container non ha ancora una fine certa.

Oggi il Municipio Ponente ha convocato in strada una “seduta ordinaria Pubblica per motivi di urgenza relativi al mancato avvio dei lavori per la bonifica e lo smaltimento del container radioattivo” in Largo Lanfranco, proprio davanti alla Prefettura.

L’iniziativa eccezionale, funzionale alla manifestazione del 14 luglio che vedrà sfilare una cinquantina di soggetti tra comitati, associazioni, commercianti, sindacati e tutte le realtà del ponente, “sottolinea quanto la situazione del Container radioattivo, simbolo di quasi tutta la gestione dei porti genovesi e ponentini, sia talmente imbarazzante da schierare istituzioni le une contro le altre. Frutto, tra le altre cose, di una dettagliata pianificazione delle operazioni portuali e di una scarsa esistenza di strumenti e strutture che tutelino la salute dei cittadini”.

Lo stesso presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo, che, come promesso, è sceso in piazza per potesta e ha partecipato alla seduta straordinaria, ha definito questo triste anniversario “una situazione paradossale, non degna di un Paese civile” per cui “accertare se ci siano state responsabilità sui ritardi nella bonifica”.

“Una situazione – secondo Merlo – che poteva essere risolta nel giro di pochi giorni invece si è intrapreso un percorso burocratico che ha escluso dal primo momento l’Autorità portuale. E questo secondo me è stato un errore clamoroso”.

Da Roma arrivano alcuni segnali: oltre all’interrogazione parlamentare di Mario Tullo che “ha sollecitato e richiesto garanzia per la salute dei cittadini e dei lavoratori del porto e sulle operazioni che saranno effettuate proprio con il robot”, sembra da prime indiscrezioni, che lo stesso ministro Maroni si stia occupando della vicenda, così da rimuovere entro breve tempo il container e smaltire il cobalto, a spese del Vte, in Germania.

Alla fine della seduta, una delegazione di rappresentanti delle realtà aderenti e il Presidente del Municipio Ponente, Mauro Avvenente sono stati ricevuti dal Prefetto.