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Consulta città portuali Anci: sindaco Vincenzi a Roma per Fincantieri e porto

Roma. Questo pomeriggio, nella sede di Anci Nazionale a Roma, il sindaco Marta Vincenzi ha preso parte a una riunione della Consulta Città Portuali nel corso della quale è stata affrontata la questione Fincantieri. Si è inoltre discusso del nuovo piano nazionale della logistica 2011-2020 e degli aggiornamenti inerenti al Disegno di Legge di Riforma della Legislazione in materia Portuale. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil su invito di Marta Vincenzi in qualità di delegata Anci alle Città Portuali.

“A seguito del ritiro del piano industriale di Fincantieri che prevedeva la chiusura degli stabilimenti di Castellammare di Stabia e di Sestri Levante, il ridimensionamento anche delle altre importanti sedi, compreso quello di Porto Marghera e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro – dichiara il sindaco Vincenzi – si apre la necessità di avviare una seria riflessione sul futuro delle attività portuali. Al fine di superare le attuali difficoltà del comparto e consolidare le politiche industriali finalizzate al rilancio della cantieristica navale italiana è necessario che, ciascuno secondo le rispettive competenze e responsabilità, lavori all’individuazione di investimenti ed incentivi per la ricerca e l’innovazione, in modo da delineare una prospettiva che punti ad aumentare la competitività della produzione e quindi a garantire e rilanciare l’occupazione”.

“Oggi l’Italia – prosegue il sindaco – può trarre vantaggio da due importanti autostrade del mare: il Tirreno e l’Adriatico, in grado di approcciare in termini diversi i problemi di traffico, contribuendo alla riduzione dei costi del trasporto a vantaggio della produttività del Paese e come delineato dal piano della logistica recentemente presentato dal Governo. Allo stato attuale – conclude Marta Vincenzi – la competitività della produzione italiana del settore sembra essere inseguita dalle nostre imprese quasi esclusivamente attraverso la compressione del costo, dei ritmi di lavoro e al ricorso al lavoro precario. A tal proposito è indispensabile ripensare nuovi progetti nell’ambito della politica dei trasporti indicata dalla UE.”