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Cento anni fa nasceva McLuhan ‘profeta’ del ‘villaggio globale’

mcluhan

‘Villaggio globale’ o ‘il medium è il messaggio’ sono solo alcune tra le espressioni note al grande pubblico che resero famoso il sociologo Herbert Marshall McLuhan, nato il 21 luglio di cento anni fa ad Edmonton, in Canada.

Nonostante fu studiato e ammirato dai sociologi di tutto il mondo si sentiva incompreso tanto che era solito dire ai suoi studenti ed alle altre persone in genere che semplicemente non lo capivano, a prescindere da quanto lo avessero studiato.

Una convinzione ripresa anche da Woody Allen che chiamò il sociologo per una comparsa in una scena del film ‘Io e Annie’ (Annie Hall, 1977) dove il regista ha evidenziato un aspetto importante della personalità di McLuhan, facendogli appunto recitare la frase “lei non ha capito assolutamente nulla del mio lavoro”: la scena si svolge al botteghino di un cinema, dove un tizio cita appunto McLuhan per far colpo sulla ragazza con cui conversa.

”Oggi McLuhan sembra quasi più attuale di quando è vissuto”, afferma Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università La Sapienza. ”Molte delle cose che noi diciamo oggi sui nuovi media – spiega all’Adnkronos – sembrano perfettamente leggibili attraverso i suoi concetti come ad esempio l’estensione dei nervi, del corpo, della portabilità. Il cellulare e altre tecnologie che abitano la persona sembrano figlie di alcune delle intuizioni di McLuhan”. “Lo snobismo delle università, soprattutto europee, nei suoi confronti è stata una chiara prova di debolezza culturale. McLuhan è stato un protagonista e probabilmente uno dei fondatori di una visione umanistica della comunicazione.

Ci ha lasciato una importante dimensione – continua – quella di un intellettuale sorprendente che si occupa di comunicazione partendo dalla letteratura e da una visione assolutamente umanistica ma con un’impressionante apertura per la tecnologia”. “Di solito – prosegue – il punto di vista umanistico si concilia male con le tecnologie, McLuhan ci ha insegnato che la tecnologia può essere benissimo una estensione dell’animo oltre che del cuore e del cervello delle persone. Davvero da questo punto di vista è stato un personaggio eccentrico e originale nel suo tempo”. Noto per la classificazione dei media in “caldi” e “freddi” Marshall McLuhan deve la sua fama alla interpretazione visionaria degli effetti che la comunicazione produce sulla società come sui comportamenti individuali. La sua riflessione ruota intorno all’ipotesi secondo cui il mezzo tecnologico produce effetti pervasivi sull’immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell’informazione di volta in volta veicolata. Di qui, la sua celebre tesi secondo cui “il medium è il messaggio”. Una tesi avvalorata da una battuta del comico italiano Daniele Luttazzi quando, intervenuto a Rai Radio 1 il 1 luglio del 2007, disse: ”McLuhan era uno che al premier canadese che si interrogava su un modo per sedare dei disordini in Angola disse, negli anni settanta, ‘riempite la nazione di apparecchi televisivi’; ed è quello che venne fatto; e la rivoluzione in Angola cessò”.

Reso popolare dal libro ‘La galassia Gutemberg’ del 1976 dove sottolinea per la prima volta l’importanza dei mass media nella storia umana; in particolare egli discute dell’influenza della stampa a caratteri mobili sulla storia della cultura occidentale. Alla base del pensiero di McLuhan (e della Scuola di Toronto di cui egli, insieme a W. J. Ong, è il maggiore rappresentante) si trova un accentuato determinismo tecnologico, cioè l’idea che in una società la struttura mentale delle persone e la cultura siano influenzate dal tipo di tecnologia di cui tale società dispone. Inizialmente interessato all’ingegneria, tanto da studiarla alla Manitoba University, si laureò successivamente in lingua e letteratura inglese all’Università di Cambridge, nel Regno Unito. Insegnò all’Università del Wisconsin nel 1936 e 1937 quando completò quella che era stata una conversione lenta ma totale, in seguito alla quale fu formalmente accolto nella Chiesa cattolica Romana. Da qui ne seguì l’insegnamento nelle istituzioni di educazione superiore della Chiesa cattolica. Dal 1937 al 1944 insegnò inglese nell’Università di St. Louis.

Ebbe tra gli studenti un giovane gesuita di nome Walter J. Ong, che avrebbe poi preparato e discusso una tesi (Ph.D.) su un argomento proposto da McLuhan e che sarebbe diventato in seguito, in modo analogo al suo amico e maestro McLuhan, un’autorità nel campo dei mezzi di comunicazione e delle relative tecnologie. Il 4 agosto 1939 McLuhan sposò Corinne Lewis, di Fort Worth (Texas), ed insieme passarono il 1939-40 nell’Università di Cambridge, dove egli continuò a lavorare alla sua tesi di dottorato su Thomas Nashe e le arti verbali. Dal 1944 al 1946 McLuhan insegnò presso l’Assumption College a Windsor, nel Canada. Dal 1946 al 1979 fu professore al St. Michael’s College dell’Università di Toronto, avendo personaggi come Hugh Kenner tra i suoi studenti. McLuhan insegnò anche per un anno alla Fordham University, quando avvenne il famoso esperimento di Fordham sugli effetti della televisione.

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