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Carceri, i Radicali: “9 detenuti in celle di 10mq, Marassi in ginocchio”

Genova. Stato di tensione permanente, sovraffollamento, difficoltà di gestione. Sono questi i problemi principali rilevati dai Radicali di Genova durante una visita al carcere di Marassi avvenuta questa mattina. “L’unica notizia positiva è che il direttore del carcere ha firmato l’appello di Marco Pannella per l’amnistia”, spiega Susanna Mazzucchelli, segreteria dell’associazione Radicali Genova. “Proprio perchè la situazione è ormai insostenibile, abbiamo deciso di indire una fiaccolata per il prossimo 26 luglio di fronte al carcere”.

E’ forte la denuncia dei Radicali.”Al momento Marassi ospita 807 detenuti, a fronte di una capienza di appena 450 persone”, riprende Mazzucchelli. “Di questi, 454 sono in attesa di giudizio, in altre parole, fino a prova contraria, sono innocenti. I definitivi sono solo 354”.

Qualche altro numero: 40 i malati di HIV ospitati nel centro clinico; 474 i detenuti stranieri; 315 le unità di polizia penitenziaria attive, 160 in meno dell’organico fissato; 300 i detenuti tossicodipendenti. “Certamente se si depenalizzasse il reato di tossicodipendenza, con una pena da scontare all’interno di apposite comunità, e il reato di clandestinità, avremmo risolto il problema del sovraffollamento delle carceri. Inoltre, sappiamo che la recidiva, nei casi in cui vi siano pene alternative al carcere, è del 10%, mentre in genere siamo intorno al 40%”.

Il problema non è solo il sovraffollamento, ma anche le difficoltà di accesso al lavoro. Le attività lavorative vanno dalla lavanderia alla cucina, dalla manutenzione ordinaria (la cosidetta Mof) ad un laboratorio di panetteria, che vende i propri prodotti anche all’esterno. “Ma sono solo 45 i detenuti che hanno accesso a queste attività- riprende Mazzucchelli – e su turnazione, si badi bene”. Per tutti gli altri si parla di una vita trascorsa in cella per più di 20 ore al giorno.

In alcuni casi la situazione è particolarmente pesante. “Le sezioni che soffrono maggiormente sono la prima e la seconda. Qui ci sono celle che ospitano anche fino a 9 detenuti, in un ambiente che non supera i 10 mq”. A ben vedere si tratta di uno spazio vitale di poco più di 1 mq per persona. “E Marassi non è nemmeno il carcere messo peggio”, assicura Mazzucchelli, “visto che almeno qui ci sono i letti a castello, condizione che permette ad alcuni detenuti di stare in piedi, se gli altri sono sdraiati”.

Non mancano i problemi legati alla mancanza di un adeguato sostegno psicologico e psichiatrico. “La situazione da questo punto di vista è drammatica: sono solo 6 gli psicologi a disposizione. Per accedere al servizio psicologico però i detenuti devono fare una richiesta al medico di guardia, e affrontare liste di attesa piuttosto lunghe. Nel caso in cui il detenuto non ne faccia richiesta invece, viene lasciato a se stesso, non viene monitorato. E in un carcere in cui dall’inizio dell’anno c’è già stato un suicidio e due tentati suicidi è un dato su cui bisognerebbe perlomeno riflettere”.

Federica Seneghini