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Calciomercato, Sampdoria: l’attacco e il rebus del fantasista foto

Genova. Non solo per chi segue la Serie B, ma anche per tutti gli addetti al lavoro che operano per rafforzare le squadre di seconda fascia della massima divisione, i nomi che stanno circolando per l’attacco blucerchiato sono già noti.

Nomi di riguardo. Nomi di rispetto. Nomi di prospettiva: Federico Piovvaccari, Crstian Bertani e l’ultimo è quello di Andrea Russotto che ancora è di proprietà del Crotone, ma che ha disputato l’ultima stagione al Bellinzona.

Nel calcio, a tutti i livello, c’è una frase ricorrente che viene attribuita agli attaccanti capaci di fare gol: “Vede la porta”. Questa è una caratteristica, che a differenza di molte altre che servono per giocare a pallone, difficilmente si perdono nel salto di categoria. Per dire: insomma chi non fa gol in serie A non lo fa in serie B e viceversa.

Scegliere giocatori che hanno mostrato dimestichezza con il gol nella serie cadetta può essere un sicuro investimento anche per il futuro (la meta della promozione immediata è stata ben esplicitata da Edoardo Garrone ieri nella presentazione degli abbonamenti per la prossima stagione). In questa ottica si spiegano perciò i vicini acquisti di Piovaccari e Bertani.

Ma rimane aperta la questione trequartista, colui che saprebbe accendere la vena realizzativa degli attaccanti di ruolo. Lo ha confessato apertamente il ds Pasquale Sensibile, “il mister Atzori mi ha chiesto un trequartista”. L’intuizione di queste ore è quella di Russotto talento ancora non esploso ma di grandi potenzialità che sicuramente per tecnica e estro potrebbe fare la differenza in serie B. Movenze e intuizioni alla Flachi. L’altro nome che circola e che si sussurra in queste ore è però quello dell’ex juventino Pasquato, il cui rendimento nell’ultima stagione è stato sicuramente migliore di quello di Russotto, ma le cui qualità sembrano leggermente minori.
Insomma se in difesa si sta ancora curando la quesitone uscite, con gli affari Lucchini e Gastaledello in primo piano, la dirigenza blucerchiata sembra ben avviata a risolvere quello che è stato il principale motivo della retrocessione: “non vedere la porta”.