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Caccia, impugnato calendario ligure, Lega Nord: “Governo anti federalista”

Regione. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato il calendario venatorio triennale 2011-2014 della Regione Liguria. Ne dà notizia una nota del Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“La legge – riferisce la nota – è risultata censurabile in quanto consente la caccia a talune specie di fauna selvatica oltre il termine stabilito, violando i limiti previsti dalla normativa statale di riferimento e risultando quindi invasiva della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, oltre a non rispettare le norme comunitarie in materia di tutela della fauna selvatica. La Corte costituzionale – prosegue la nota – ha infatti, con consolidato orientamento, riconosciuto l’esistenza di limiti alla competenza regionale in materia di caccia, ritenendo che la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, di competenza esclusiva statale, debba essere considerata un valore costituzionalmente protetto in relazione al quale si rinviene l’esigenza insopprimibile di garantire su tutto il territorio nazionale soglie di protezione della fauna che si qualificano come ‘minime’ e costituiscano un vincolo per le Regioni”.

Immediate le reazioni della Lega Nord che accusa il Governo di posizioni antifederaliste. “Sui principi e sulla coerenza la politica fatta seriamente non può imbrogliare nessuno – afferma il consigliere regionale del Carroccio, Francesco Bruzzone Fermare il calendario venatorio nella nostra regione significa agire senza sapere quel che si fa, un modo molto distante da come ho sempre agito sulla materia”.

Completamente opposta la lettura dei Radicali Liguri che al contrario si dichiarano molto soddisfatti auspicando “dal Presidente Burlando e dall’Assessore Briano una rapida correzione di rotta in materia venatoria: più attenta al dettato delle leggi che alle pressioni dei cacciatori. Appello che rivolgiamo anche agli altri enti liguri, come la Provincia di Genova, perché non è più possibile trasformare le nostre città in un “far west” dove sceriffi armati sparano a poca distanza dalle case a esemplari di cinghiali mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini”.

Sfumata invece la pozione del Pd ligure: “Nel merito siamo convinti di aver agito nella piena legittimità e con equilibrio ed aspettiamo fiduciosi il responso della Corte Costituzionale – spiega Nino Miceli, Capogruppo Pd Regione Liguria, Valter Ferrando, Vice-capogruppo e Resp. Caccia Gruppo Pd Regione Liguria – Sul piano politico invece rimaniamo esterrefatti che Pdl e Lega Nord si comportino, a livello centrale, sconfessando completamente l’operato dei loro rappresentanti liguri. A livello nazionale, invece, il Governo costituito da quegli stessi partiti non è in condizione neanche di confermare il quadro normativo attualmente vigente, evidentemente condizionato dalle posizioni iper-ambientaliste di alcuni ministri come Prestigiacomo, Brambilla e probabilmente Fitto”.