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Cronaca

Autotrasportatori liguri: “Forte preoccupazione per le risposte della committenza”

camion

Liguria. A Più di un mese dall’entrata in vigore della normativa sull’applicazione dei costi minimi per la sicurezza valida anche per i contratti scritti, regna tra i committenti e tra le associazioni che li rappresentano, la più totale confusione, nonostante l’agenzia delle Entrate abbia diffuso una circolare esplicativa dove vengono elencate le modalità operative in relazione alle sanzioni da applicare alla intera filiera (committente, proprietario della merce, caricatore e vettore) in caso di mancata applicazione dell’83 bis.

“Arrivano dei segnali di forte preoccupazione da parte della nostra categoria sentite alcune risposte della committenza che sta attivando fantasiose ed irreali soluzioni per venir meno alle proprie responsabilità che sono al limite della istigazione a delinquere – spiegano dalla segreteria del Fai di Genova – ieri nel porto di La Spezia si è attivata una manifestazione spontanea da parte degli autotrasportatori che hanno sospeso la propria attività; a seguito del nostro intervento, ancora una volta di grande responsabilità, si è riusciti a portare alla normalità l’operatività del porto con la richiesta presentata in data odierna alla prefettura di Genova che dovrà far intervenire al tavolo tutte le autorità preposte al controllo sull’applicazione della legge sulla sicurezza, emanata nell’ interesse dell’intera collettività, le OO.SS. dell’autotrasporto nonchè le parti direttamenrte interessate alla conflittualità in essere”.

“Le associazioni dell’autotrasporto tengono a sottolineare che il mancato riconoscimento dei costi minimi della sicurezza rende corresponsabili, loro malgrado, anche le aziende di autotrasporto che rischiano così, tra le sanzioni, la cancellazione dall’Albo e la conseguente impossibilità di operare nel rispetto delle leggi – concludono – La battaglia degli autotrasportatori per difendere i costi minimi per la sicurezza non è una battaglia per aumentare i prezzi del trasporto, come qualcuno vuole far credere, ma è una lotta di civiltà nell’ interesse della collettività”.