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Aumento ticket sanitario, Cgil: “Da questa Regione non ce lo saremmo aspettati”

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Genova. “Tutto ci saremmo aspettati da questa Regione fuorchè decidesse così repentinamente di dare applicazione all’introduzione dei ticket, dando un’adesione immediata che nemmeno regioni come il Veneto e la Lombardia hanno dato”. Questo il pensioro della Cgil ligure.

“La manovra economica che ha portato a tale decisione incide pesantemente solo sulle fasce più deboli della popolazione; preoccupa perché tutto ciò avviene in una Regione e in particolare su un territorio quello genovese che in questi anni ha già subito forti ridimensionamenti dei servizi, senza che vi fosse un efficace riposizionamento del sistema sanitario, anzi abbiamo assistito a vari cambiamenti progettuali in corso d’opera, a cominciare dalla realizzazione dell’Ospedale del Ponente, di cui si è persa traccia, e va ad aggiungersi ad una situazione di tagli già previsti a causa del sotto finanziamento del SSR da parte del Governo, che vista l’entità (75 milioni sulla sola ASL 3), non potranno che voler dire tagli ai servizi e riduzione dei servizi alla persona”, spiega la Cgil in una nota.

“Tutto questo naturalmente va ad inserirsi in un contesto di estrema fragilità del sistema di welfare nella nostra città caratterizzata da una forte presenza di anziani, in un tessuto produttivo contraddistinto da nuova occupazione precaria e dalla cassa integrazione – continua la nota – Un welfare insomma che non è in grado di dare risposte a nuovi bisogni perché non riesce nemmeno a intercettare il disagio estremo”.

“Una situazione, quindi, che avrebbe avuto necessità di una più attenta valutazione da parte regionale attenzione che invece stanno evidenziando regioni in condizioni di offerta sanitaria e di welfare sicuramente migliori della Liguria”, si conclude la nota.