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Economia

Aumento Rc auto e costi della politica: acceso dibattito in consiglio provinciale

provincia genova

Provincia. Una media “di circa dieci euro in più a semestre e la Provincia si impegna a riutilizzare tutto il gettito negli investimenti per la sicurezza e l’adeguamento delle strutture scolastiche, il miglioramento della rete stradale e il sostegno al trasporto pubblico locale” ha detto il presidente Alessandro Repetto presentando in Consiglio Provinciale la manovra deliberata dalla Giunta sull’adeguamento dell’imposta sulla Rc Auto (ciclomotori esclusi) nella misura del 3,5% prevista dall’ultimo “decreto Tremonti”, il D.L. 68/2011 sulle entrate per Regioni e Province, per far fronte almeno in parte ai tagli al bilancio delle manovre finanziarie nazionali e ai rigidissimi vincoli imposti ai mutui per gli investimenti dal patto di stabilità interna.

“Le manovre finanziarie hanno tagliato 3,5 milioni di euro di trasferimenti nazionali regionali alla Provincia e ridotto di 4,250.000 milioni la possibilità di contrarre mutui con un drastico calo degli investimenti per le opere pubbliche e nel 2013 ci sarà un ulteriore taglio di quasi 4,5 milioni di trasferimenti”.

In questo quadro “un piano alternativo di investimenti per adempiere appieno alle nostre funzioni in materia di viabilità, edilizia scolastica e trasporto pubblico locale era assolutamente necessario, per non rischiare la paralisi e dare risposte ai cittadini e al territorio e l’unica strada percorribile era quella dell’adeguamento della tassazione sulla Rc auto, un aggravio per i cittadini, ma fornendo loro assoluta garanzia sulle opere che si realizzeranno con queste risorse e invito il Consiglio Provinciale e anche i media a controllare l’avanzamento dei progetti e dei lavori”.

Una parte delle risorse derivanti dall’aumento del gettito d’imposta sull’Rc auto (che i servizi finanziari della Provincia stimano in 1 milione di euro per l’ultimo trimestre 2011 e di 7 milioni all’anno per il 2012 e il 2013) “sarà di sostegno del trasporto pubblico locale dell’Atp, rafforzando e rendendo più appetibile sul mercato l’azienda in vista della gara per la cessione del 40% delle quote”. Sulla manovra (che la Provincia di Genova, ricorda il suo presidente, effettua per ultima in Liguria e in Italia è già stata adottata dal 70% delle Province) Alessandro Repetto ha chiesto condivisione anche alle opposizioni e poi ha concluso “anche se personalmente ne rilevo anche aspetti demagogici, daremo prima dell’approvazione del prossimo bilancio un segnale sui costi della politica, valutando i costi della giunta e spero che lo stesso avvenga anche da parte del Consiglio”.

Per Renata Oliveri del Gruppo Misto “la manovra è un atto di grande rilevanza, quelle sui temi fiscali sono decisioni pesanti, al di là del fatto che le risorse siano ben utilizzate. In questo momento aumentare la pressione fiscale fa tremare i polsi, ma seguiremo il presidente Repetto perché il meccanismo nazionale rende molto difficile alla Provincia sottrarsi a questa scelta, altrimenti sarebbe stata congelata nella propria attività. Condivido molto meno il presidente sul ruolo della Provincia, credo che forse sia il momento per un nuovo assetto istituzionale più agile e per soluzioni più semplici e meno pesanti come costi”.

Gian Piero Pastorino (Prc) sottolinea “se i cittadini trovano le strade delle vallate sgombre dalla neve il merito è della Provincia, come lo è se gli edifici scolastici sono in buone condizioni. Bisogna ricordarlo, questa è una tassa di scopo sulle auto private per far funzionare meglio il trasporto pubblico locale, la viabilità e le scuole”.

Massimo Pernigotti della Lista Biasotti parte “dall’utilità o inutilità delle Province, su cui mi sono più volte espresso, e ricordo che nel 2008 Pdl e Pd avevano nei programmi di governo l’eliminazione di questi enti. Oggi vediamo continuamente i leader dell’Udc e dell’Idv che parlano di cancellazione delle Province, quindi proprio qualcuno che a livello nazionale è all’opposizione e qui in maggioranza dice che le Province sono inutili, mentre da me non l’avete mai sentito”.

Salvatore Fraccavento (capogruppo Sel) inizia dagli stessi temi : “il centro destra nel 2008 sbandierava che se avesse vinto le politiche avrebbe chiuso le province, ma non ha messo in pratica assolutamente nulla, rivelando le sue strumentalizzazioni. Altre forze politiche dell’abolizione delle province fanno il loro cavallo di battaglia, ma sanno benissimo che serve il vaglio del Parlamento, dove non c’è il consenso e non ci sono i numeri per queste scelte, quindi smettano di prendere in giro i cittadini. Gli sprechi in Italia ci sono davvero, e tanti, ma non devono essere gli ultimi a pagare per i troppo furbi. La Provincia è essenziale per strade, scuole, e tutte le opere che realizza sul territorio. Il Cnel, invece, per esempio, quanto costa e a che cosa serve? E’ riuscito solo a presentare undici proposte di legge in Parlamento, tutte bocciate”.

Giuseppe Rotunno (capogruppo Pdl) dice “Pd e Pdl ora sono stati accomunati dalla scelta di dire no all’abolizione delle Province. Un tema su cui serve un dibattito serio, senza tossine propagandistiche e demagogiche, perché anche la corsa ad abolirle viene giustificata con cifre assolutamente infondate”. Sulla manovra per l’imposta Rc auto Rotunno ha detto “come il presidente Repetto ci chiama ad assumerci la nostra responsabilità, altrettanto chiediamo noi quando si commentano le manovre economiche del governo nazionale. Manteniamo una visione critica, ma assolutamente oggettiva e gli interventi per strade e scuole debbono essere comunque in qualche modo essere finanziati”.