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Arenzano verso le amministrative del 2012: parla il sindaco Gambino

Arenzano. Genova nel bel mezzo della questione rifiuti e Terzo Valico (con la marcia della Confindustria che ha raggiunto ieri la Prefettura) ha smesso di parlare, probabilmente per poco, delle prossime elezioni amministrative, dei suoi possibili candidati, delle primarie. Ma le elezioni amministrative, come noto, nel 2012 sono un appuntamento per diversi Comuni della Provincia, fra i quali Arenzano: il primo avamposto di ponente della Provincia.

Arenzano è stata guidata negli ultimi due mandati più mezzo da Luigi Gambino, sindaco espressione del centrosinistra che non potrà più candidarsi, per la nota legge che non consente tre successivi mandati alla guida di un Comune. E dunque, nel momento di cambiamenti politici, con la regione Liguria che già aprì all’Udc, con Sel che scalpita sulla scia di Niky Vendola e Giuliano Pisapia (e perché no, sulla scia di quel Matteo Rossi, arenzanese doc, che a colpi di preferenza ottenne lo scranno in consiglio regionale), con gli stravolgimenti autunnali avvenuti a Cogoleto, Arenzano suo malgrado diventa un nuovo laboratorio. Sicuramente un osservatorio privilegiato.

Gambino, il sindaco uscente, conferma che non può ricandidarsi. Tramontata l’ipotesi di un terzo mandato (“la legge non mi dà la possibilità”), l’attuale primo cittadino per le amministrative 2012 vorrebbe che, ad Arenzano, la coalizione di centrosinistra seguisse “il modello Liguria”: una coalizione ampia, da Sel all’Udc, passando per Idv, Prc e naturalmente Pd. Il problema, però, è trovare un uomo forte all’interno dello stesso Pd, capace di mettere tutti d’accordo.

“Da settembre si inizierà a parlare seriamente di candidati – spiega Gambino – sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. A quel punto la segreteria Pd indicherà un nome, mi auguro valido, forte e condiviso. Se agli alleati non andasse bene, si andrebbe di conseguenza alle primarie di coalizione”. “L’importante – sottolinea l’attuale sindaco – è non ripetere la guerra fraticida di Cogoleto”.

Lo scontro in seno al Pd andato in scena nella vicina Cogoleto alle scorse Comunali, tra il “vecchio leone” Luigi Cola e l’indipendente Anita Venturi, è diventato storia, e anche ad Arenzano, dove il Pd è il primo partito in città, un minimo rischio c’è. “La segreteria troverà il nome giusto tra i tanti iscritti del partito, e nel caso estremo, nell’area di riferimento”. Sul partito, però, non si tratta e quanto alle indiscrezioni secondo cui parte del Pd potrebbe anche appoggiare un esterno, come ad esempio, l’attuale assessore provinciale all’ambiente, Alberto Corradi (Sel), il sindaco sgombera il campo dagli equivoci: “Per quanto stimi Corradi, il Pd avrà un suo candidato alle primarie, e come da democrazia vincerà il migliore. Chiaramente in caso di vittoria saremo tutti a disposizione, come insegna la vittoria di Pisapia”.

Il caso della vicina Cogoleto con la vittoria della outsider Anita Venturi, donna di esperienza e di presenza sul territorio, capace di scalzare però un candidato con un curriculum ancora più ampio come quello di Luigi Cola, però fa ancora riflettere per un altro motivo. Qualcuno la definì lo scontro del cemento, quello che avrebbe invaso Cogoleto in caso di vittoria di Cola e quello da cui Cogoleto sarebbe stata salvaguardata in caso di successo della Venturi. E la questione cemento coinvolge eccome anche la ricca, accogliente e appetitosa Arenzano.

Arenzano con le sue spiagge, con il suo turismo, con la sua meravigliosa Villa Negrotto Cambiaso. Arenzano, che vorrebbe aprire i suoi armadi e non avere scheletri. Ma gli scheletri ci sono. E ormai sono di dominio pubblico. “Quando scoppiò il caso – commenta caustico Gambino – levai subito le deleghe all’assessore Damonte, che, credo, peccò di ingenuità”. E sì, quella cena elettorale indigesta dell’allora assessore Cinzia Damonte alla presenza di Onofrio Garcea, ‘ndranghetista arrestato durante il 2010. E intorno a Luigi Gambino, così sereno, così soddisfatto del suo operato, rimangono ombre che nonostante il buon lavoro ad Arenzano sono difficili da dissipare: le telefonate intercettate, soprattutto, con alcuni dubbi esponenti di famiglie calabresi ricordate dalla Casa delle Legalità Onlus.

“So di lasciare un Comune virtuoso, senza un euro di debito – spiega Gambino – nonostante gli anni difficili dovuti ai vincoli del patto di stabilità e ai tagli da parte del Governo centrale. Ma che il Comune di Arenzano sia una forza sana, lo riconosce anche l’opposizione”. Il volano per Arenzano potrebbe arrivare a breve, con lo sblocco dei famigerati vincoli, che spesso per i Comuni piccoli, sono diventati un freno allo sviluppo. “A chi mi chiedeva di non considerare il patto di stabilità ho sempre risposto con un no. Nel ’99 ho preso in mano un’amministrazione virtuosa e tale voglio lasciarla a chi mi succederà”. E proprio il nuovo sindaco, nel caso da Roma arrivasse lo sblocco, si troverebbe “alcune opere già sovvenzionate: il campo sportivo, la palestra di via Marconi, Villa Mina e i moli sulle spiagge”. Entro luglio, invece, dovrebbe essere inaugurato il tratto finale del lungo mare De Andrè, alla presenza del presidente della Regione Claudio Burlando, mentre i lavori per la fognatura delle acque reflue del comparto pineta termineranno in autunno.

Sergio Splendore – Tamara Turatti