Quantcast
Cronaca

60 milioni in arrivo per il nuovo carcere, i Radicali: “Solite promesse”

carcere

Genova. 60 milioni di euro. Sarebbe questa la cifra in arrivo dal Governo per il restyling e l’ampliamento del carcere di Marassi e per la costruzione di una nuova struttura. Nelle prossime settimane verranno bandite le gare per la costruzione di nuovi padiglioni. Nell’attesa arrivano i primi commenti da parte del mondo politico.

Scettici i Radicali, che pochi giorni fa avevano manifestato davanti al carcere di Marassi per denunciare le inumane condizioni umane in cui vivono i detenuti e per chiedere a gran voce l’amnistia.

“I soldi promessi dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria hanno tutto l’aspetto della bella promessa estiva”, dichiara a genova24.it Alessandro Rosasco, del Comitato nazionale di Radicali Italiani, “che ricadrà, ancora una volta, sulla pelle dei detenuti e di chi lavora intorno al carcere”.

“Mi sembra una buona notizia”, commenta Valerio Barbini, coordinatore provinciale di Sel, “anche se forse sarebbe meglio risolvere alla radice il problema del sovraffolammento delle carceri e non con una solita operazione di tamponatura. Ricordiamoci che dentro le nostre galere ci sono spesso immigrati clandestini o persone in attesa di giudizio”.

Tra le location prese in considerazione per la costruzione della nuova struttura c’è Forte Ratti, indicata dal sindaco Marta Vincenzi. “E’ un area degradata”, riprende Alessandro Rosasco, ” e secondo la stessa Sindaco priva dei servizi minimi da permettere a familiari e operatori di raggiungere agevolmente la struttura”.

La location secondo i Radicali sarebbe inoltre lontana anche dagli obiettivi del nuovo Puc: “Si tratterebbe di realizzare, secondo le parole della Sindaco, un nuovo “biscione” o “monoblocco” alle spalle del forte, in poche parole nuovo cemento sulle alture. Sarebbe meglio invece, come aveva sottolineato Luigi Monconi quando venne in visita a Genova, avere il carcere all’interno delle città per non cadere in quell’istinto di rimozione dagli occhi e quindi anche dal cervello di un mondo che necessita di attenzioni continue e continuative”.

Più informazioni