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Università, Pellerano: “La riforma dell’Ateneo genovese non è priorità per la Regione”

Regione.Il Consigliere regionale della Lista Biasotti Lorenzo Pellerano ha chiesto la convocazione urgente della V Commissione consiliare, che si occupa di tematiche relative all’Università, per esaminare le modifiche che verranno apportate allo Statuto dell’Ateneo genovese.

“Entro la fine del mese l’Università di Genova è chiamata a modificare il proprio Statuto in materia di organizzazione e di organi di governo dell’Ateneo stesso. Tra i vari principi e criteri direttivi della Riforma Gelmini che dovranno essere recepiti dall’ Università nel predisporre il nuovo Statuto emergono i seguenti: la semplificazione dell’articolazione interna, la riorganizzazione dei Dipartimenti attraverso il raggruppamento di quelli che hanno affinità disciplinari , l’ attivazione o la soppressione di corsi di studio, la ridefinizione di funzioni e competenze dei vari organi amministrativi e direttivi.

Si tratta di una riforma fondamentale per l’unica Università della Liguria e, sebbene sia in gioco il futuro delle prossime generazioni di studenti e della ricerca , ad oggi il Consiglio regionale non ha discusso , neppure per un minuto, su questo argomento.La riforma dell’Università è una decisione strategica, decisiva ed avrebbe meritato maggiore attenzione.
Per questo sarebbe stato opportuno che la Commissione competente aprisse una discussione sull’argomento , ascoltando le categorie interessate, anche per migliorare il rapporto tra Università e mondo del lavoro. Ed invece, la Commissione che si occupa specificatamente delle problematiche riguardanti l’Università ad oggi non è neppure venuta in possesso del testo dello Statuto che l’Università si accinge ad approvare.

E’ una grandissima occasione persa e per questo ho ritenuto opportuno far richiesta di una riunione urgente della Commissione, alla presenza del Magnifico Rettore o di chi lo rappresenta, affinché tutti i consiglieri possano essere informati e relazionati sulle modifiche che verranno apportate allo Statuto dell’Ateneo”.

Lorenzo Pellerano