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Tagli sanità, Cgil Genova: “Preoccupati per le ripercussioni su lavoratori e cittadini”

Genova. La Fp Cgil è fortemente preoccupata per le ripercussioni che i pesanti tagli previsti dal riparto delle risorse destinate alle aziende sanitarie liguri ed in particolare quelle Genovesi, potrebbero avere su lavoratori, pensionati e cittadini.

“Crediamo infatti che prefigurare una diminuzione dei finanziamenti rispetto al 2010 come quella annunciata dall’assessore alla Salute per evitare il tracollo dei conti della sanità ligure a causa dei rilevanti tagli alle risorse ricevute dal governo per il biennio 2010/2011, lasci ben poche speranze sul futuro del servizio sanitario pubblico”, spiega in una nota la segreteria genovese.

“Ridurre di 75 milioni per la Asl 3, 20 milioni per il S. Martino, 10 al Galliera, 10 per il Gaslini, 3 per l’Ist vuol dire infatti mettere a repentaglio molti servizi per i cittadini, costringendo le aziende a chiudere attività essenziali, o ad intervenire pesantemente sul versante del personale, resta molto difficile infatti non pensare che questa riduzione sarà pagata pesantemente in termini di perdita di posti di lavoro, visto il peso che le spese per il personale hanno sul bilancio delle aziende”, si legge.

Secondo la Cgil, ancora più immediate ed evidenti saranno le pesanti ripercussioni che si avranno nel settore sanitario accreditato dove la riduzione delle quote convenzionate sta già producendo effetti negativi sull’occupazione e sul pagamento degli stipendi.

“Da tempo abbiamo evidenziato la necessità di procedere con interventi strutturali sull’organizzazione dei servizi, e alcuni di questi erano già stati concordati nel precedente piano di riorganizzazione della rete, ma che sono stati messi in discussione dalle scellerate scelte effettuate nel corso del 2010 con il passaggio dell’Ospedale di Voltri all’Evangelico, l’accorpamento Ist S. Martino, la scomparsa dell’Ospedale del Ponente, il mancato potenziamento dei servizi territoriali, e così via”, si legge ancora nella nota.

“Operazioni queste che di fatto ad oggi non si sa cosa abbiano realmente prodotto in termini di risparmi, non esiste nessuna relazione al riguardo, ci basta però ricordare che da gennaio ad oggi all’ospedale di Voltri adesso Evangelico, sono stati effettuati ben 86 parti, 1 ogni due giorni, dati che se confermati anche nel prossimo semestre saranno ben lontani dai 500 parti minimi previsti per garantire l’apertura di una struttura di ostetricia, e visto l’alto numero di bambini nati si è pensato bene di tener aperte due unità operative di neonatologia. Infine non si sanno quali saranno i costi che saremo costretti a pagare per le ripercussioni che l’accorpamento IST – S. Martino avrà sui conti regionali”.

“Di sicuro sappiamo solo che i tagli così previsti non sono nemmeno coerenti con quanto prodotto e deciso nel 2010 con le operazioni di accorpamento previste, a meno che i 75 milioni in meno alla Asl 3 corrispondano alla cessione dei costi di Voltri, peccato però che all’Evangelico non arriva nulla di più anzi un ulteriore taglio di 1 milione, mentre i tagli sul S. Martino e Ist forse saranno compensati dall’unificazione dei due bilanci – continua la nota – Riteniamo quindi non più tollerabile un approccio di questo tipo ai problemi strutturali della sanità Genovese e Ligure riteniamo necessario che l’Assessore convochi le OO.SS di categoria, confederali e ei pensionati, per aprire finalmente un vero confronto sui problemi, altrimenti continuando in questo modo l’unico risultato sarà lo smantellamento del servizio sanitario regionale”.

In conclusione La Fp Cgil di Genova annuncia che non rimarrà per troppo tempo in attesa di risposte prima di attivare le forme di mobilitazione più opportune a tutela dei diritti dei cittadini e dei lavoratori.