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Superbacino, il Comitato Porto Aperto: “Sarà un ecomostro, presto richiesta all’Arpal”

Genova. “Una decisione che non tiene assolutamente conto delle esigenze di vivibilità espresse dai cittadini, che si vedranno innalzare davanti agli occhi un vero e proprio ecomostro”. Questo il primo commento del Comitato Porto Aperto alla notizia del via libera da parte del Comitato Portuale alla realizzazione della sesta vasca nell’area delle riparazioni. “La delibera approvata parla di collocazione transitoria – afferma in una nota il Comitato Porto Aperto – ci chiediamo cosa ne sarà in seguito del superbacino, sapendo per esperienza che le situazioni temporanee in questa città durano decenni”.

Inoltre secondo i cittadini che da sempre si sono opposti a questo tipo di soluzione per la realizzazione dell’opera “le attività inerenti al superbacino, che andranno ad aggiungersi a quelle degli altri cinque già esistenti nell’area, daranno luogo a un prevedibile e preoccupante aumento dei fattori inquinanti (polveri, rumori, traffico), ben al di sopra della soglia di tolleranza stabilite dal Comune e dal buonsenso”.

Come già anticipato nei giorni scorsi, il Comitato Porto Aperto è in procinto di fare richiesta formale all’agenzia Arpal “affinché venga eseguita un’analisi delle emissioni presenti nell’area delle riparazioni e dei quartieri limitrofi, e conferma nuovamente la propria disponibilità ad un tavolo di confronto con le autorità cittadine”.

Il Comitato Porto Aperto, ribadisce ancora una volta di non essere contrario alla realizzazione dell’opera, “chiaramente indispensabile per il rilancio industriale di Genova, ma allo stesso tempo si batte per la salvaguardia dell’area che va dal Ponte dei Mille sino alla Fiera del Mare, da un’ulteriore concentrazione di attività industriali”.

“Paradossalmente – sottolinea la nota – la collocazione per il nuovo superbacino è la stessa scelta nel 1972 per quello vecchio poi svenduto in Turchia: allora, però, la sensibilità per il benessere e la salute dei cittadini non era all’attenzione delle amministrazioni come dovrebbe essere oggi”.