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Santa Margherita, Calvini (Confindustria):”Basta con le passerelle dei politici”

Santa Margherita Ligure. In attesa dell’intervento di Giulio Tremonti, il convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Santa Margherita continua, ricchi di spunti e non privo di polemiche.

L’ultima quella avanzata dal presidente di confindustria Genova Giovanni Calvini, che infatti ha voluto notare come le difficoltà dei giovani – non solo imprenditori – ormai hanno creato una diffusa disaffezione nei confronti della politica. “L’assenza delle passerelle dei politici qua a Santa Margherita è un buon segno”.

Un buon segno perchè secondo Calvini bisogna tornare ai temi seri, al lavoro, alle esigenze degli imprenditori, piuttosto che confrontarsi su sterili proposte. “Mi auguro che con questo stimolo si possa mettere in agenda un problema, quello dei disagio dei giovani, un paese che non sa scommettere sui propri giovani è desitnato a morire”.

In mattinata è intervenuto anche il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, ha accolto e condiviso molte delle richiesta che sin da ieri i giovani industriali hanno avanzato. “L’economia italiana deve accelerare il passo, se vuole restare nel novero delle economie avanzate”, e ha aggiunto:”I ritmi di crescita degli ultimi quindici anni non sono sufficienti a sostenere le prospettive di una popolazione che invecchia, di giovani generazioni spesso scoraggiate. Che una crescita economica sostenuta sia esigenza pressante per il Paese è da sempre convinzione diffusa”.

E poi, ha appunto elencato molti dei suggerimenti dei giovani industriali, con un distinguo però:”Alleggerire l’onere fiscale sui lavoratori e sulle imprese oneste darebbe un ulteriore contributo di stimolo alla crescita, ma a una a una condizione: che si prosegua, di pari passo, nel recupero dell’evasione fiscale”, aggiungendo “Trasparenza e correttezza dei bilanci – ha osservato – migliorano la reputazione delle aziende, ne facilitano i rapporti con i mercati e gli intermediari finanziari, sono il presupposto di una loro crescita dimensionale”.

Saccomanni ha sottolineato che “oggi un giovane che si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro in Italia ha il 55 per cento di probabilità di vedersi offrire soltanto un lavoro in qualche modo precario”. Per il direttore generale di Banca d’Italia, “i giovani, nel momento in cui affacciano sul mercato del lavoro, devono poter trovare un quadro meno incerto sulle prospettive future. Va superato il dualismo iniquo e inefficiente del mercato del lavoro” e “va rafforzato il nesso tra il sistema d’istruzione e il mondo del lavoro”.