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Sanità, Montaldo: “Nuova manovra sui costi, ma Governo riconosca tasso di anzianità”

Regione. La sanità ligure è ancora al centro del dibattito politico. Nel secondo giorno consecutivo in consiglio regionale si è discusso in merito alle nomine dei nuovi direttori Asl e sulla generale situazione del comparto.
“Il rinnovo – ha comunicato stamani l’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo – ha riguardato il direttore generale delle Asl 1 Imperiese, 2 savonese ,3 genovese e 5 spezzina. I riconfermati sono tre: Flavio Neirotti alla guida della Asl 2 Savonese, Paolo Cavagnaro della Asl 4 Chiavarese – già riconfermato lo scorso anno – e Gianfranco Conzi responsabile della Asl 5 Spezzina. Per quanto riguarda la Asl 1 Imperese, invece, Mario Cotelessa succede ad Antonio Rossi”.

“A prendere il posto di Renata Canini alla guida della Asl 3 Genovese – ha detto Montaldo – sarà Corrado Bedogni, 58 anni, laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Igiene e Medicina preventiva con indirizzo di organizzazione dei servizi ospedalieri, è attualmente direttore generale della Asl piemontese Cuneo 1”.

I direttori riconfermati resteranno in carica per due anni, mentre i due nuovi fino al 2014.
“La decisione – ha spiegato Montaldo – è stata presa in completa autonomia dalla Giunta e dal suo assessore anche suscitando qualche polemica. Siamo stati il presidente e io nel fare la ricognizione all’interno dell’elenco dei richiedenti: è stata un’istruttoria approfondita e riservata, al di là di qualsiasi logica di appartenenza che ci avrebbe portato a scelte differenti. Abbiamo preferito persone di competenza tecnica e applicata alla gestione o persone di appartenenza manageriale già sperimentata a livello regionale con lunga esperienza a guida Asl. La principale Asl ligure è guidata da un professionista che non ha colore politico. È una scelta rigorosa dal punto di vista istituzionale perché è alla Giunta che spetta decidere senza interferenze. A questi signori chiediamo di affrontare una situazione molto difficile, anche se per tre anni abbiamo sviluppato un lavoro durissimo”.

L’assessore ha poi tracciato il quadro della situazione generale, a fronte dei tagli governativi al comparto: “Abbiamo affrontato un disavanzo strutturale del 10% portandolo a zero – ha detto Montaldo in Aula – e siamo anche riusciti a ridurre le tasse. Abbiamo portato ai parametri nazionali dei 3 posti letto x 1000 abitanti partendo da 4,5 posti per mille decisamente ridondante. C’è ancoira molto da fare: non sono a regime la residenzialità e la riabilitazione ma abbiamo avviato nuovi servizi, poliambulatori e rete case salute sul territorio. Abbiamo chiuso sei ospedali. Forse l’Evangelico ha fatto oggi l’ultimo parto, poi andrà a Voltri tutta la parte acuti. Operazioni che hanno suscitato polemiche ma che garantiscono ingenti risparmi gestionali e amministrativi. Tutto questo lo abbiamo realizzato mantenendo invariati i servizi offerti ai cittadini che ammontano a più di 15 milioni di prestazioni all’anno”.

“A fronte di questo lavoro abbiamo ricevuto dal Governo due bastonate – ha detto Montaldo – , una nel 2010 e una nel 2011. Non si è riconosciuto il peso rappresentato dall’alta percentuale di anziani sulla popolazione e che fa sì che la nostra regione sia sotto finanziata per 130 milioni. Nonostante questo, oggi ben 10 regioni sono “accompagnate” dal Governo perché hanno sforato i conti e la Liguria non è fra queste.

“A questi direttori chiediamo uno sforzo straordinario. Nei prossimi giorni porteremo avanti una manovra di adeguamento ai parametri nazionali del numero di strutture complesse eliminando costi significativi. Riclassificheremo i pronto soccorso, concentreremo sul territorio la gestione dei malati cronici, che pesano ancora troppo sugli ospedali. Una manovra straordinaria per cercare di restare una regione che funziona per restare autonomi e per evitare lo scatto delle tasse al massimo. Forse saremo costretti a farle crescere, ma se sarà così sarà l’ultima delle manovre che introdurremo”. Montaldo ha chiarito che per prendere decisioni si aspetta di conoscere in maniera puntuale i contenuti della manovra del Governo al di là delle anticipazioni.

“Il nostro principale punto di forza – ha concluso Montaldo – sono i 26mila dipendenti che lavorano e sappiamo che lavorano spesso con difficoltà. Abbiamo rinnovato solo il 46% del turn over, siamo stati costretti a farlo dalla situazione economica. Una regione che aveva mostrato di saper uscire dalle difficoltà meritava un altro trattamento se non altro per la condizione oggettiva del tasso di anzianità della popolazione: abbiamo un anziano ogni quattro cittadini, il 27% oltre i 65 anni, ma il ministero se n’è infischiato e ci ha messo in questa condizione. Ora dobbiamo lavorare insieme perché non accada nuovamente nel 2012 altrimenti dovremo chiudere qualcosa di rilevante”.