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Regione, Rossetti su Sanità: “Meno trasferimenti dallo Stato, situazione in bilico”

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Regione. Dopo l’annuncio dell’assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo, che ha parlato di 200 milioni di euro in rispetto al 2010 per la sanità ligure, il collega con delega al Bilancio, Pippo Rosetti, fa il punto della situazione.

“Purtroppo la situazione della spesa pubblica determina una riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato e non potendo mettere tasse, sempre che questa cosa sia giusta e possibile, e non potendo neppure coniare euro, la Regione deve per forza agire per qualificare i processi organizzativi per salavaguardare i servizi essenziali e ridurre tutto quello che può essere ridotto”, dichiara Rossetti.

“Siamo preoccupati perché la finanza pubblica da parte dello Stato è una gestione che non condividiamo, ad esempio poco si è fatto sull’evasione fiscale e sulle entrate per i guadagni delle attività finanziarie e non produttive – continua – quindi abbiamo una politica nazionale non condivisa e un debito, né di destra né di sinistra, che pesa sulla testa di tutti. Sia sulla spesa farmaceutica sia sui processi del personale, quindi, abbiamo la semplificazione organizzativa e dobbiamo ridurre delle ridondanze di prestazione, che inevitabilmente possono essere avvertite dai cittadini come una riduzione”

“Devo anche specificare che quando si parla dell’apertura dell’ospedale di Rapallo, ad esempio, qualcuno dice che si chude quello di Recco, che in realtà ha una funzione superata. Le nuove tecnologie di quello rapallese, infatti, inevitabilmente determinano un cambiamento di funzione del Sant’Antonio. Lo dico per spiegare che a vole la riduzione della spesa qualitifca il servizio sanitario e invece viene percepita negativamente dal cittadino – conclude Rossetti – Comunque non nego la preoccupazione perché rischiamo di avere le liste di attesa ancora più lunghe e rischiamo di non avere tutti gli ambulatori aperti su un monte ore ampio. La situazione, quindi, sarà di sacrificio per gli operatori e ogni tanto, temo, anche per i cittadini”.

Jenny Sanguineti – Alberto Maria Vedova