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Regione, riflessioni politiche ed economiche di Raffaella Della Bianca (Pdl)

Genova. Con la globalizzazione il mondo è radicalmente cambiato e nella globalizzazione la competizione non è più solo tra imprese ma anche tra blocchi continentali e sistemi giuridici. In linea di principio si può essere a favore o contro la competizione economico-globale. Ma in concreto non si può far finta che non ci sia. Non si può continuare ad illuderei che tutto possa continuare come prima.

Se si vuole lo sviluppo bisogna cambiare anche a partire dalla politica, che pesa sull’economia e fa pesare tutte quelle logiche di clientele, lottizzazioni e sistema che oggi non ci possiamo più permettere. La questione Fincantieri, ad esempio, sta mettendo a nudo tutte le nostre criticità di un sistema attanagliato da una cappa di regole che pesano sull’economia, e aggravato a dismisura dalla moltiplicazione delle competenze – centrali, regionali, provinciali, comunali – che aggrovigliano e complicano le situazioni.

Abbiamo di fronte sfide importanti dalle quali si esce non con vecchie logiche partitiche, come chiedere le dismissioni dell’amministratore delegato di turno, ma puntando su un nuovo metodo politico che accantoni ideologie ed affronti con pragmatismo responsabilità e serietà politiche di sviluppo per superare l’evidente crisi di mercato.

In questo scenario Genova e la Liguria non possono fallire, la posta in gioco va oltre il localismo partitico, dobbiamo riconquistare spazio e competitività sul mercato globale. Chi ha responsabilità istituzionale anche a livello piccolo,come i consiglieri regionali, dia l’esempio, abbandoni vecchi riti del palazzo che non portano da nessuna parte e accetti di misurarsi nelle nuove sfide. Tra un Consiglio Regionale e l’altro il mondo va avanti, e non sarà certo un ordine del giorno condiviso, o meno, a fermarlo, il solo rischio è quello di arrivare sempre troppo tardi.

Raffaella Della Bianca