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Regione, Patto di stabilità: “40 milioni da reinvestire in Liguria”

Genova. Federalismo e patto di stabilità. Parole d’ordine che continuano a ripetersi in questi giorni nell’agenda politica. Il federalismo è quello che invoca e che ha ottenuto la Lega (per quanto molti dall’opposizione storcano il naso), il patto di stabilità è quello cui tutti i comuni sono costretti: non possono spendere un euro in più di quello che hanno in cassa.

Ed ecco ora, la proposta della Regione Liguria, sulla scia di quella già presentata dalla Regione Piemonte: il patto di stabilità deve essere sì rispettatto, ma all’interno dei territori. Insomma se un Comune virtuoso ha a dispozione dei fondi che in un anno potrebbe risparmiare, allora può darli al comune che ne ha necessità.

Tutto questo a livello regionale, come sottolinea l’assessore Pippo Rossetti:”Noi proponiamo che i comuni che durante l’anno si accorgono di non poter spendere tutto quello che hanno, lo mettano a disposizione di quelli che vorrebbero spendere di più, mentre l’anno successivo i comuni che hanno speso di più mettono a disposizione quell’eccedenza a quelli che nell’anno successivo possono spendere di più”.

Un patto orizzontale che si aggiunge a quello verticale. Laddove i saldi dei Comuni e delle Province non consentono di mettere tutti i conti a posto, interviene la Regione con un proprio saldo.

“Certo è fondamentale anche stabilire delle priorità della tipologia della spesa: protezione civile, dove lo stato ha tolto risorse, e investimenti per edifici pubblici, servizi, trasporto. Dobbiamo salvaguardare il principio del patto, per non uscire dai piano europei, ma dobbiamo riuscire sul sistema regionale a governare il sistema di spesa, perchè nel 2009 non stati spesi 40 milioni di euro, che potevano essere messi a disposizoni di Comuni e Provincia”.

Secondo le previsioni di Rossetti, questi soldi potrebbero già essere disponibili nel 2011, considerato che nella legge finanziaria regionale sono già stati introdotti, per quanto ora è necessario ancora il passaggio e l’approvazione della Giunta oltre all’accordo con i singoli Comuni.